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Cari “amici” del calcio dilettanti, quanto lo avete aspettato questo nuovo inizio?
Un battito di ciglia e ci siamo. Di nuovo quel borsone, di nuovo quelle abitudini, di nuovo quel campo, il sole e gli amici di sempre, con un anno in più nelle gambe e nei muscoli ma non nel cuore, sempre giovane, eternamente bambino.

Se chiudete gli occhi siete già lì, su quel terreno verde magari anche un po’ spelacchiato e nella vostra mente scorrono già le immagini di un film ancora tutto da scrivere, e da vivere, in cui i protagonisti siete solo e soltanto voi.

Io lo so come vi sentite adesso. Perché stanotte avete dormito poco, perché le farfalle allo stomaco disegnano un concerto di emozioni, perché siete pronti ma non siete pronti. La caviglia fa un po’ male, e poi magari finisco in panchina, e che palle…big match già alla prima giornata? E avete già risposto male a vostra madre/moglie/fidanzata, o a vostro padre/marito/fidanzato…il nervosismo è difficile da domare.

Lo stomaco chiuso, nemmeno la pasta in bianco scende giù, c’è una crostata in forno, ecco, magari giusto un pezzettino. 
D’un tratto vi passano nella mente le salite e i gradoni al 25 agosto con 40 gradi all’ombra, mentre i vostri amici erano ancora alle prese con l’abbronzatura ed il vostro partner disposto a capirvi solo a metà: “Che ti costa arrivare in ritardo alla preparazione? Inizi un giorno dopo…” Costa, costa. E tanto anche. Un prezzo difficile da quantificare a parole. Che poi domani è lunedì, e il capo che ne sa della vostra domenica, che ne sa del calcio dilettanti, di un mondo in cui si vive tutto a tremila in cui no, non è certo tutto rose e fiori ma la differenza la fanno sempre i modi.

E allora ricontrollate il borsone per le decima volta, i portafortuna ci sono, tutto nello stesso posto, come sempre. La fascia da capitano anche. Magari la indossate per la prima volta, o magari è l’ultima. Quando le ginocchia scricchiolano, e gli impegni soccombono, è sempre l’ultimo anno, in un mix di risposte che dentro di voi non dà spazio ai no, non ce la faccio e che millanta l’eterna lotta cuore/cervello, ma in fondo è così, giusto? Nelle più classiche scelte d’amore c’è sempre la testa che dice una cosa e lì, in fondo al petto, ne sentite un’altra.

E intanto quella fascia è lì. La guardate con lo stesso sguardo sognante di quando eravate bambini e sentivate già il peso della responsabilità verso un sogno a cui vi siete aggrappati per anni, e forse, proprio in questi anni, lo avete realizzato senza accorgervene, che non si è calciatori solo quando si mette piede a San Siro e con conti in banca milionari, tutt’altro, la bellezza, la purezza, la resilienza, passa ancora tutta da qui, dal calcio dilettanti, dagli occhi che brillano e dalla fitta allo stomaco.

Ed è la stessa fitta di quando vedete nonno in tribuna, o di quando alzate gli occhi e lo cercate nella strana forma delle nuvole, fra un cielo velato ed un raggio di sole. Nonno non se ne perde una dal 1999, quando eravate ragazzini e rincorrevate quel pallone senza pensieri. E con lui nonna, papà, mamma, fratello, sorella, il migliore amico, il compagno di vita. Ok va beh, su mamma e nonna forse non è sempre così. Loro ancora non ce la fanno, potete dirgli che è un’amichevole, bleffare, raccontare una storia che non esiste, ma la preoccupazione di non vedervi entrare dalla porta, alla sera, con il sorriso, è sempre la stessa. Forse non lo sapete, o fate finta di non saperlo, ma ogni volta che uscite di casa mamma ancora strizza gli occhi e i pugni, e tra sé e sé dice in preghiera “Fa che vada tutto bene”.

Ecco. È tutto così magico, e se cercate bene, dentro di voi, quella magia è ancora intatta. Ed è per questo che non siete sbagliati, non siete un “caso disperato”, non avete alcun difetto di fabbrica. Siete giusti, al posto giusto, nel momento giusto. 
E non importa che abbiate 18, 25, o 40 anni, non importa che siate il bomber, il portiere o la riserva delle riserve. Non importa nemmeno che siate mister, magazziniere, direttore sportivo, presidente, arbitro, giornalista, tifoso. Tutto declinato al maschile e al femminile allo stesso identico modo.

C’è un amore ricambiato fra voi e quella palla, e non conosce limite. 
Tenete gli occhi chiusi ancora per un momento, con il profumo dell’erba che vi fa vacillare un po’ ed un sorriso spontaneo che vi riempie il volto…eccolo, lo sentite il cuore che batte? C’è un nuovo inizio. 

E non sarà come la prima volta, non sarà nemmeno come l’ultima, ma sarà sempre una volta nuova.

Ora sì, è di nuovo domenica, centotrenta e passa giorni dopo. Poche ore ed il primo fischio di questo calcio “dilettanti” risuonerà nelle nostre orecchie, poche ore e la prima lunghissima domenica delle trenta, poi a venire, sarà tutto ciò che abbiamo aspettato per un’estate intera.
Qualcuno ha delusioni da smaltire, qualcuno ha ancora fame di vittorie, qualcuno non è riuscito a porre un punto dopo l’ultima stagione e sente di avere altre carte da giocarsi, qualcuno, semplicemente, non riesce a farne a meno.
E allora…

Per tutti quelli che anche oggi, da oggi, sarà bellissimo…
Per tutti quelli che non vedevano l’ora…
Per tutti quelli che agosto l’hanno passato a sudare sotto il sole, o in ufficio a studiare, a preparare i dettagli…
Per tutti quelli che quella panchina la sognavano la notte…
Per tutti quelli che un nuovo coro è sempre il modo giusto per ricominciare…
Per tutti quelli che stamattina si sono svegliati con le farfalle allo stomaco…
Per tutti quelli che staccano alle due dal lavoro e corrono al campo…
Per tutti quelli che prima di uscire di casa diranno: “Mamma fammi l’in bocca al lupo”…
Per tutti quelli che, da buone mamme, diranno “In bocca al lupo tesoro” e dentro di loro spereranno solo che andrà tutto bene…
Per tutti quelli che capiscono e non capiscono, accettano per amore o per affetto….
Per tutti quelli che non compariranno nemmeno sulla distinta ma avranno sempre un ruolo di prim’ordine…
Per tutti quelli che indosseranno la maglietta numero uno sapendo di avere il ruolo più delicato e più esaltante allo stesso momento…
Per tutti quelli che daranno una pacca sulla spalla, comunque andrà…
Per tutti quelli che avranno bisogno di una pacca sulla spalla, comunque sarà andata…
Per tutti quelli che vivono per il gol, per chi vive per l’assist e chi sta sempre lì, a recuperar palloni…
Per tutti quelli che armati di penna e computer afferreranno emozioni al volo e proveranno a descriverle…
Per tutti quelli che “campionato nuovo, scarpe nuove”…
Per tutti quelli che già oggi stringeranno i denti, perché la prima non possono perdersela…
Per tutti quelli che “io ci metto il cuore, vada come vada…
Per tutti quelli che torneranno a calpestare quel terreno dopo mesi di sofferenza…
Per tutti quelli che indosseranno la fascia da capitano e per chi non lo farà ma si sentirà capitano comunque…
Per tutti quelli che è arrivato il momento di dimostrare chi sono per davvero…
Per tutti quelli che cercheranno in tribuna gli unici occhi che vorrebbero sentirsi addosso, e per chi saprà ricambiare quello sguardo con un’esultanza, un sorriso o con il silenzio…
Per tutti quelli che al 90esimo sapranno di aver dato tutto ma di poter fare sempre di più…
Per tutti quelli che, semplicemente, ci credono, da sempre e per sempre.

Perché potete pure continuare a chiamarlo “Calcio dilettanti”, o “gioco”o come cavolo volete voi, ma tanto lo sappiamo tutti che è di più, molto di più…

E allora ognuno al suo posto e buon campionato a tutti quelli che…il calcio dilettanti è il Calcio!