Anche il 3° di questo Festival dello Sport non si è limitato nei racconti e nelle risate, e ancora una volta ha lasciato andare le emozioni, liberandole nei consigli di Mattia Furlani, nelle risate di Zlatan, nella maturità di Larissa Iapichino, negli aneddoti Pellegrini – Giunta.
C’è stato tanto, tantissimo, anche in questo day 3, ma la verità è che c’è sempre tanto basta solo saperlo cogliere, negli sguardi commossi, nei sorrisi timidi, nei silenzi forse ancora di più, che a volte la parole non bastano, interrompono melodie idilliache che vanno dal cuore alla mente in un suono mai stonato e mai banale.
Ecco come è andato, secondo i miei occhi ed il mio cuore, questo day 3, ecco i miei “scarabocchi” nero su bianco di questo Festival dello Sport che continua.
Festival dello Sport, Mattia Furlani

“Abbiamo sempre rispecchiato una crescita biologica in questi anni, non abbiamo ancora introdotto a pieno un lavoro da adulto” (Mattia Furlani)
“In questi anni ho avuto un’educazione da atleta, non è scontato, non tutti ce l’hanno” (Mattia Furlani
“Mostri serenità e non fatica anche mentre voli”.
“Il lavoro ti entra talmente tanto in testa che poi non ci penso e viene tutto automatico” (Mattia Furlani)
“Duplantis è la dimostrazione di quello che è essere un atleta, fa quello che fa perché è sano, il resto è una conseguenza” (Mattia Furlani)
“Non potevo uscire da Tokyo senza aver dato tutto” (Mattia Furlani)
“Al quinto salto ho unito i puntini, mio fratello dice che è il salto più importante” (Mattia Furlani)
“La sabbia? È odiosa. Ma quando firmi il contratto da atleta lo sai che ti tocca” (Mattia Furlani)
“Certi giorni fai il bagno di un’ora e mezza, con la schiuma, la paperella, lo shampoo, poi mi asciugo e tutto, vado a letto, mi tocco dietro l’orecchio e trovo la sabbia…mi viene l’urto” (Mattia Furlani)
“Quando entro in pedana un po’ di ignoranza serve sempre” (Mattia Furlani)
“Somiglianze? Me ne hanno dette tante ma mi ritrovo di più in Mattia Furlani” (Mattia Furlani)
Non ho mai avuto bisogno di descrivere la mia famiglia perché ha sempre fatto parte del mio percorso (Mattia Furlani)
La sconfitta fa parte del percorso, crea motivazione, è una parte fondamentale (Mattia Furlani)
La limousine è 8,39? Cavoli, tanta roba (Mattia Furlani)
214 supplì sono 8,39 (Mattia Furlani)
8,95 irraggiungibile? Io penso che tutto sia possibile (Mattia Furlani)
I bambini giocano alla play, i veri giocatori giocano da Pc (Mattia Furlani)
Saresti disposto a vedere la Lazio vincere la Champions per raggiungere 8,96? I record restano, della Champions poi ci si dimentica, direi di sì (Mattia Furlani)
“E accettare la Roma in serie B? Dai…un anno vola, si può fare” (Mattia Furlani)
“Ho tanti modelli oltre l’atletica, uno di questi è Jannik Sinner” (Mattia Furlani)
Dieci colpi di tacco made in Roberto Mancini

“Il colpo di tacco non si pensa, si fa” (Roberta Mancini)
“Uno dei colpi di tacco più difficili quando a 13 anni ho detto a mia madre che me ne sarei andato da Jesi. Ma li ha rischiato mio papà, gli ha detto “Se succede qualcosa me la prendo con te” (Roberta Mancini)
“Mancini lo descrivo con un aggettivo: empatia, unica quella che aveva creato all’interno del gruppo” (Lele Oriali)
“Com’è che vedi i giocatori prima di tutti? Diciamo che è una cosa che mi esce abbastanza bene” (Roberta Mancini)
“Hai chiamato Zaniolo in Nazionale quando non aveva mai giocato in A e B, era il tuo grido di allarme? Non lo so, a me lui piaceva” (Roberta Mancini)
“Rino è nel posto più bello in cui possa essere” (Roberta Mancini)
“Ci andiamo al Mondiale? Sì, stavolta sì” (Roberta Mancini)
“Hai sognato di tornare post Spalletti? Sì, ma sapevo fosse difficile” (Roberta Mancini)
“In 2 anni e mezzo hai perso Luca, Sinisa, Erikson, …, è stato difficile. Sì, anche perché io non ho la stessa forza che hanno loro, ma neanche la metà” (Roberta Mancini)
“Tutto questo ha cambiato il tuo rapporto con la fede? No, quello mai, nemmeno cose ben peggiori ci sono riuscite” (Roberta Mancini)
“Il decimo “colpo di tacco?” Non lo so, qualcosa bolle in pentola ma devo sentirlo dentro; la panchina mi manca, mi manca il campo, sono un uomo che vive di calcio” (Roberta Mancini)
“Il fatto che tu finisca la tua carriera alla Samp è solo una suggestione? No, è sicuro” (Roberta Mancini)
Festival dello Sport, Zlatan Ibrahimovic

“Hanno detto 12 campionati, sono 14 sul campo” (Zlatan Ibrahimovic)
“Tutto quello che voglio fare è vincere, devo vincere, è nel mio dna” (Zlatan Ibrahimovic)
“Non è facile per i miei figli, sono già giudicati per colpa mia” (Zlatan Ibrahimovic)
“Quello che otterranno se lo devono meritare, non lo otterranno per il cognome che portano” (Zlatan Ibrahimovic)
“Ho detto non sono sposato, quando gliel’ho chiesto mi ha detto no. Unica persona al mondo che mi ha detto no. Ma ogni giorno che passa siamo più forti” (Zlatan Ibrahimovic)
“Luka Modric è un maestro, lui non gioca a calcio lui è il calcio” (Zlatan Ibrahimovic)
“La foto dopo Milan – Napoli spiega tutto. Non c’è bisogno di troppe parole” (Zlatan Ibrahimovic)
“Ci fosse stato lui (Modric) quando giocavo io, allungavo la carriera di un paio di anni” (Zlatan Ibrahimovic)
“Guardiola e Mourinho hanno cambiato il calcio” (Zlatan Ibrahimovic)
“Fabio Capello mi ha portato alla Juventus, da qui mi sono trasformato in fuoriclasse, ho fatto l’ultimo step” (Zlatan Ibrahimovic)
“Non è un rimpianto il Pallone d’Oro. È molto strano che non lo abbia vinto, uno, anzi più di uno” (Zlatan Ibrahimovic)
“Francesco Camarda è una bella storia, aspettavo il primo gol per postare questo messaggio. È il numero 9 che manca all’Italia” (Zlatan Ibrahimovic)
“Top 3 di tutti i tempi: Zlatan, Ibra, Ibrahimovic” (Zlatan Ibrahimovic)
“Top 3: Ronaldo fenomeno, Maradona, Messi” (Zlatan Ibrahimovic)
“La passione per le Ferrari mi ha allungato la carriera di almeno 5 anni. Costano” (Zlatan Ibrahimovic)
“I miei 3 capitoli al Milan: il primo la felicità, il secondo l’amore, in questo terzo voglio restituire tutto, facciamo la storia” (Zlatan Ibrahimovic)
Rana d’Oro: Martinenghi – Cerasuolo

“Ogni singola medaglia che raggiungi porta con sé una serie di sacrifici, alla fine cambia il palcoscenico ma il risultato è lo stesso” (Nicolò Martinenghi)
“In finale non vince il più veloce ma il più forte (Simone Cerasuolo)
“Non sono mai stato il più forte che si tuffava in acqua, ma io mi ripeto sempre che so gestire, so essere al posto giusto al momento giusto” (Nicolò Martinenghi)
“Quelle poche volte in cui batto Niccolò, mi sembra di aver battuto il mondo. Ha vinto tutto e continua a vincere” (Simone Cerasuolo)
“La rana è lo stile più creativo” (Nicolò Martinenghi)
“Dopo Parigi sensazione era quella di smettere, quando raggiungi qualcosa che sogni da quando sei bambino nessuno ti può insegnare come affrontare il post successo, da una parte vorresti vivere tutti i giorni quel momento, dall’altra ti metti in discussione, perché ti senti completo. Ma sei davvero completo?” (Nicolò Martinenghi)
“Quando salgo su un blocco mi sento sempre una versione nuova di me stesso” (Nicolò Martinenghi)
“So che ho detto detto che baratterei una medaglia olimpica per la Champions della Juve, lo ritratto un po’, facciamo che arriviamo entrambe in finale e poi vediamo che succede” (Simone Cerasuolo)
“Siamo dei privilegiati, abbiamo fatto del nostro gioco preferito, il nostro lavoro” (Nicolò Martinenghi)
“Ho una casa in tutto il mondo, non per le mie ricchezze ma per le persone che conosco” (Nicolò Martinenghi)
“Se avessi scelto il basket sarei a lavorare con mio papà, ma il basket ha qualcosa di magico, in una squadra gioisci anche per un risultato che è di tutti” (Nicolò Martinenghi)
Festival dello Sport, Pellegrini – Giunta

“Da buon pesarese sapevo che la sua basa alcolica non fosse solida come la mia, da buona veneta, e quindi per il primo bacio ho puntato su quello” (Federica Pellegrini)
“A Rio ho avuto un ritardo di 10 giorni, mi sono trovata a fare la gara nei giorni pre ciclo, i peggiori, mi sono giocata la medaglia per quello, è uno sport in cui si vive di centesimi” (Federica Pellegrini)
“A Rio ho incontrato Matteo dopo i giornalisti e gli ho detto “Un dolore così grande non voglio più provarlo nella vita, per me basta, è finita qui”, poi dopo un mese ci siamo rivisti a Pesaro e gli ho detto Domani si ricomincia” (Federica Pellegrini)
“In viaggio per Gwangju le metto Dumbo e lei scoppia a piangere, ma un pianto a dirotto, ho pensato “Ci siamo giocati il Mondiale per Dumbo” (Matteo Giunta)
“Mamma, ho questa libellula rossa che mi segue in tutto il villaggio”, “Vedrai che andrà bene” Me la sono tatuata, è per Alberto Castagnetti” (Federica Pellegrini)
“Siamo tutti perennemente alla ricerca di questa felicità, la società di oggi ci impone che soldi e denaro siano la felicità ma non è così, per me la felicità è Fede e Matilde, è nelle piccole cose” (Matteo Giunta)
“I social, i telefoni, sono la più grande rovina degli ultimi tempi, soprattutto per i giovani” (Federica Pellegrini)
Festival dello Sport, Larissa Iapichino

“Mi ha reso orgogliosa come ho affrontato il post Tokyo, ho avuto un approccio maturo e naturale” (Larissa Iapichino)
“Posso far sì che questa esperienza mi dia qualche cosa per il futuro, sono un essere umano, gli esseri umani inciampano” (Larissa Iapichino)
“Ma gli atleti forti si vedono in questo, nella capacità di reagire” (Larissa Iapichino)
“È giusto che faccia male e che bruci, ma è giusto accettare queste sensazioni ed emozioni, bisogna essere emotivi ma lucidi” (Larissa Iapichino)
“Ogni impatto negativo che hai con il tuo sport, sono dei tasselli per riflettere su cosa non è andato” (Larissa Iapichino)
“Mi è dispiaciuto che siano uscite cose lontane dai fatti tipo che ho pianto, io in realtà non ho versato una lacrima” (Larissa Iapichino)
“Il supporto a volte ti mette in una confort zone, è anche giusto camminare sulle proprie gambe” (Giovanni Iapichino)
“Cosa mi ha trasmesso mio padre? Tantissimo, anche la passione per le pennichelle” (Larissa Iapichino)
“Ho avuto un padre sempre molto presente in tutte le sfere della mia vita, non so poi se chiamarlo capo, collega, boh” (Larissa Iapichino)
“Io sui blocchi sono un po’ timida, ma il mio allenatore vuole vedermi in veste di velocista sui 60 metri” (Larissa Iapichino)
“Siamo fortunati ad avere un personaggio come Mattia Furlani” (Larissa Iapichino)
“Il messaggio Gimbo – Jacobs ha inspirato l’impossibile” (Larissa Iapichino)
Foto Alessandro Gennari
Foto archivio stampa Provincia Autonoma di Trento
QUI IL RESOCONTO DEL DAY 1
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