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Anche il 3° di questo Festival dello Sport non si è limitato nei racconti e nelle risate, e ancora una volta ha lasciato andare le emozioni, liberandole nei consigli di Mattia Furlani, nelle risate di Zlatan, nella maturità di Larissa Iapichino, negli aneddoti Pellegrini – Giunta.

C’è stato tanto, tantissimo, anche in questo day 3, ma la verità è che c’è sempre tanto basta solo saperlo cogliere, negli sguardi commossi, nei sorrisi timidi, nei silenzi forse ancora di più, che a volte la parole non bastano, interrompono melodie idilliache che vanno dal cuore alla mente in un suono mai stonato e mai banale.

Ecco come è andato, secondo i miei occhi ed il mio cuore, questo day 3, ecco i miei “scarabocchi” nero su bianco di questo Festival dello Sport che continua.

Festival dello Sport, Mattia Furlani

Festival dello Sport

“Abbiamo sempre rispecchiato una crescita biologica in questi anni, non abbiamo ancora introdotto a pieno un lavoro da adulto” (Mattia Furlani)

“In questi anni ho avuto un’educazione da atleta, non è scontato, non tutti ce l’hanno” (Mattia Furlani

“Mostri serenità e non fatica anche mentre voli”.
“Il lavoro ti entra talmente tanto in testa che poi non ci penso e viene tutto automatico” (Mattia Furlani)

“Duplantis è la dimostrazione di quello che è essere un atleta, fa quello che fa perché è sano, il resto è una conseguenza” (Mattia Furlani)

“Non potevo uscire da Tokyo senza aver dato tutto” (Mattia Furlani)

“Al quinto salto ho unito i puntini, mio fratello dice che è il salto più importante” (Mattia Furlani)

“La sabbia? È odiosa. Ma quando firmi il contratto da atleta lo sai che ti tocca” (Mattia Furlani)

“Certi giorni fai il bagno di un’ora e mezza, con la schiuma, la paperella, lo shampoo, poi mi asciugo e tutto, vado a letto, mi tocco dietro l’orecchio e trovo la sabbia…mi viene l’urto” (Mattia Furlani)

“Quando entro in pedana un po’ di ignoranza serve sempre” (Mattia Furlani)

“Somiglianze? Me ne hanno dette tante ma mi ritrovo di più in Mattia Furlani” (Mattia Furlani)

Non ho mai avuto bisogno di descrivere la mia famiglia perché ha sempre fatto parte del mio percorso (Mattia Furlani)

La sconfitta fa parte del percorso, crea motivazione, è una parte fondamentale (Mattia Furlani)

La limousine è 8,39? Cavoli, tanta roba (Mattia Furlani)

214 supplì sono 8,39 (Mattia Furlani)

8,95 irraggiungibile? Io penso che tutto sia possibile (Mattia Furlani)

I bambini giocano alla play, i veri giocatori giocano da Pc (Mattia Furlani)

Saresti disposto a vedere la Lazio vincere la Champions per raggiungere 8,96? I record restano, della Champions poi ci si dimentica, direi di sì (Mattia Furlani)

“E accettare la Roma in serie B? Dai…un anno vola, si può fare” (Mattia Furlani)

“Ho tanti modelli oltre l’atletica, uno di questi è Jannik Sinner” (Mattia Furlani)

Dieci colpi di tacco made in Roberto Mancini

Festival dello Sport

“Il colpo di tacco non si pensa, si fa” (Roberta Mancini)

“Uno dei colpi di tacco più difficili quando a 13 anni ho detto a mia madre che me ne sarei andato da Jesi. Ma li ha rischiato mio papà, gli ha detto “Se succede qualcosa me la prendo con te” (Roberta Mancini)

“Mancini lo descrivo con un aggettivo: empatia, unica quella che aveva creato all’interno del gruppo” (Lele Oriali)

“Com’è che vedi i giocatori prima di tutti? Diciamo che è una cosa che mi esce abbastanza bene” (Roberta Mancini)

“Hai chiamato Zaniolo in Nazionale quando non aveva mai giocato in A e B, era il tuo grido di allarme? Non lo so, a me lui piaceva” (Roberta Mancini)

“Rino è nel posto più bello in cui possa essere” (Roberta Mancini)

“Ci andiamo al Mondiale? Sì, stavolta sì” (Roberta Mancini)

“Hai sognato di tornare post Spalletti? Sì, ma sapevo fosse difficile” (Roberta Mancini)

“In 2 anni e mezzo hai perso Luca, Sinisa, Erikson, …, è stato difficile. Sì, anche perché io non ho la stessa forza che hanno loro, ma neanche la metà” (Roberta Mancini)

“Tutto questo ha cambiato il tuo rapporto con la fede? No, quello mai, nemmeno cose ben peggiori ci sono riuscite” (Roberta Mancini)

“Il decimo “colpo di tacco?” Non lo so, qualcosa bolle in pentola ma devo sentirlo dentro; la panchina mi manca, mi manca il campo, sono un uomo che vive di calcio” (Roberta Mancini)

“Il fatto che tu finisca la tua carriera alla Samp è solo una suggestione? No, è sicuro” (Roberta Mancini)

Festival dello Sport, Zlatan Ibrahimovic

Festival dello Sport

“Hanno detto 12 campionati, sono 14 sul campo” (Zlatan Ibrahimovic)

“Tutto quello che voglio fare è vincere, devo vincere, è nel mio dna” (Zlatan Ibrahimovic)

“Non è facile per i miei figli, sono già giudicati per colpa mia” (Zlatan Ibrahimovic)

“Quello che otterranno se lo devono meritare, non lo otterranno per il cognome che portano” (Zlatan Ibrahimovic)

“Ho detto non sono sposato, quando gliel’ho chiesto mi ha detto no. Unica persona al mondo che mi ha detto no. Ma ogni giorno che passa siamo più forti” (Zlatan Ibrahimovic)

“Luka Modric è un maestro, lui non gioca a calcio lui è il calcio” (Zlatan Ibrahimovic)

“La foto dopo Milan – Napoli spiega tutto. Non c’è bisogno di troppe parole” (Zlatan Ibrahimovic)

“Ci fosse stato lui (Modric) quando giocavo io, allungavo la carriera di un paio di anni” (Zlatan Ibrahimovic)

“Guardiola e Mourinho hanno cambiato il calcio” (Zlatan Ibrahimovic)

“Fabio Capello mi ha portato alla Juventus, da qui mi sono trasformato in fuoriclasse, ho fatto l’ultimo step” (Zlatan Ibrahimovic)

“Non è un rimpianto il Pallone d’Oro. È molto strano che non lo abbia vinto, uno, anzi più di uno” (Zlatan Ibrahimovic)

“Francesco Camarda è una bella storia, aspettavo il primo gol per postare questo messaggio. È il numero 9 che manca all’Italia” (Zlatan Ibrahimovic)

“Top 3 di tutti i tempi: Zlatan, Ibra, Ibrahimovic” (Zlatan Ibrahimovic)

“Top 3: Ronaldo fenomeno, Maradona, Messi” (Zlatan Ibrahimovic)

“La passione per le Ferrari mi ha allungato la carriera di almeno 5 anni. Costano” (Zlatan Ibrahimovic)

“I miei 3 capitoli al Milan: il primo la felicità, il secondo l’amore, in questo terzo voglio restituire tutto, facciamo la storia” (Zlatan Ibrahimovic)

Rana d’Oro: Martinenghi – Cerasuolo

Festival dello Sport

“Ogni singola medaglia che raggiungi porta con sé una serie di sacrifici, alla fine cambia il palcoscenico ma il risultato è lo stesso” (Nicolò Martinenghi)

“In finale non vince il più veloce ma il più forte (Simone Cerasuolo)

“Non sono mai stato il più forte che si tuffava in acqua, ma io mi ripeto sempre che so gestire, so essere al posto giusto al momento giusto” (Nicolò Martinenghi)

“Quelle poche volte in cui batto Niccolò, mi sembra di aver battuto il mondo. Ha vinto tutto e continua a vincere” (Simone Cerasuolo)

“La rana è lo stile più creativo” (Nicolò Martinenghi)

“Dopo Parigi sensazione era quella di smettere, quando raggiungi qualcosa che sogni da quando sei bambino nessuno ti può insegnare come affrontare il post successo, da una parte vorresti vivere tutti i giorni quel momento, dall’altra ti metti in discussione, perché ti senti completo. Ma sei davvero completo?” (Nicolò Martinenghi)

“Quando salgo su un blocco mi sento sempre una versione nuova di me stesso” (Nicolò Martinenghi)

“So che ho detto detto che baratterei una medaglia olimpica per la Champions della Juve, lo ritratto un po’, facciamo che arriviamo entrambe in finale e poi vediamo che succede” (Simone Cerasuolo)

“Siamo dei privilegiati, abbiamo fatto del nostro gioco preferito, il nostro lavoro” (Nicolò Martinenghi)

“Ho una casa in tutto il mondo, non per le mie ricchezze ma per le persone che conosco” (Nicolò Martinenghi)

“Se avessi scelto il basket sarei a lavorare con mio papà, ma il basket ha qualcosa di magico, in una squadra gioisci anche per un risultato che è di tutti” (Nicolò Martinenghi)

Festival dello Sport, Pellegrini – Giunta

Festival dello Sport

“Da buon pesarese sapevo che la sua basa alcolica non fosse solida come la mia, da buona veneta, e quindi per il primo bacio ho puntato su quello” (Federica Pellegrini)

“A Rio ho avuto un ritardo di 10 giorni, mi sono trovata a fare la gara nei giorni pre ciclo, i peggiori, mi sono giocata la medaglia per quello, è uno sport in cui si vive di centesimi” (Federica Pellegrini)

“A Rio ho incontrato Matteo dopo i giornalisti e gli ho detto “Un dolore così grande non voglio più provarlo nella vita, per me basta, è finita qui”, poi dopo un mese ci siamo rivisti a Pesaro e gli ho detto Domani si ricomincia” (Federica Pellegrini)

“In viaggio per Gwangju le metto Dumbo e lei scoppia a piangere, ma un pianto a dirotto, ho pensato “Ci siamo giocati il Mondiale per Dumbo” (Matteo Giunta)

“Mamma, ho questa libellula rossa che mi segue in tutto il villaggio”, “Vedrai che andrà bene” Me la sono tatuata, è per Alberto Castagnetti” (Federica Pellegrini)

“Siamo tutti perennemente alla ricerca di questa felicità, la società di oggi ci impone che soldi e denaro siano la felicità ma non è così, per me la felicità è Fede e Matilde, è nelle piccole cose” (Matteo Giunta)

“I social, i telefoni, sono la più grande rovina degli ultimi tempi, soprattutto per i giovani” (Federica Pellegrini)

Festival dello Sport, Larissa Iapichino

Festival dello Sport

“Mi ha reso orgogliosa come ho affrontato il post Tokyo, ho avuto un approccio maturo e naturale” (Larissa Iapichino) 

“Posso far sì che questa esperienza mi dia qualche cosa per il futuro, sono un essere umano, gli esseri umani inciampano” (Larissa Iapichino) 

“Ma gli atleti forti si vedono in questo, nella capacità di reagire” (Larissa Iapichino) 

“È giusto che faccia male e che bruci, ma è giusto accettare queste sensazioni ed emozioni, bisogna essere emotivi ma lucidi” (Larissa Iapichino)  

“Ogni impatto negativo che hai con il tuo sport, sono dei tasselli per riflettere su cosa non è andato” (Larissa Iapichino)  

“Mi è dispiaciuto che siano uscite cose lontane dai fatti tipo che ho pianto, io in realtà non ho versato una lacrima” (Larissa Iapichino) 

“Il supporto a volte ti mette in una confort zone, è anche giusto camminare sulle proprie gambe” (Giovanni Iapichino)

“Cosa mi ha trasmesso mio padre? Tantissimo, anche la passione per le pennichelle” (Larissa Iapichino) 

“Ho avuto un padre sempre molto presente in tutte le sfere della mia vita, non so poi se chiamarlo capo, collega, boh” (Larissa Iapichino) 

“Io sui blocchi sono un po’ timida, ma il mio allenatore vuole vedermi in veste di velocista sui 60 metri” (Larissa Iapichino) 

“Siamo fortunati ad avere un personaggio come Mattia Furlani” (Larissa Iapichino) 

“Il messaggio Gimbo – Jacobs ha inspirato l’impossibile” (Larissa Iapichino) 

Foto Alessandro Gennari
Foto archivio stampa Provincia Autonoma di Trento

QUI IL RESOCONTO DEL DAY 1

QUI IL RESOCONTO DEL DAY 2

Nel mio secondo giorno al Festival dello Sport, nell’attesa fra un evento e l’altro, mi chiedevo quanto fosse bello trascorrere quei momenti con colleghi e gente mai vista prima, che d’un tratto diventano amici con cui condividere ricordi. È tutto un “Ma tu dov’eri mentre segnava quel gol, alzava la coppa al cielo, metteva a terra il punto decisivo?” E via con gli sforzi mnemonici ed.i ricordi strappalacrime di un passato magari giovane, persino in erba, che però resta. Se quel momento esatto ti è entrato dentro significa che è riuscito a nascondersi in un cassetto dalla combinazione segreta e che da lì non ha più intenzione di uscire, cullato forse da un’anima che sa ben distinguere il superfluo dal radicamento profondo e vitale, a cui aggrapparsi più o meno sempre.

Ecco quindi i miei incontri del Day 2 e parte di ciò che mi hanno trasmesso.

Festival dello Sport, Nadia Battocletti

Festival dello Sport

“Trento per me è casa” (Nadia Battocletti)

“Ad un certo punto mi sono detta, perché no, proviamo e vediamo cosa capita all’ultimo giro, vediamo se sono io quella davanti” (Nadia Battocletti)

“Ho fatto qualcosa che anni prima sembrava impossibile” (Nadia Battocletti)

“Sto crescendo tanto, sto riducendo il gap con le più forti, mi piace l’idea di migliorarmi prima come atleta e poi come persona” (Nadia Battocletti)

“Cosa mi ha portato fino a qui? Penso anche il sacrificare tutto quello che ho per raggiungere i miei obiettivi” (Nadia Battocletti) 

“Di giornate storte ne abbiamo tutti, ma quando ti si avvicina un bambino, un’anziana e ti dice “Ti ho seguito in tv”, cambia tutto…sono entrata nelle loro case, quando parlo davanti alle telecamere parlo soprattutto a loro, a coloro che stanno a casa e cercano in me la forza per affrontare la loro giornata. Forse non lo sanno ma in realtà è qualcosa che ricarica anche me” (Nadia Battocletti)

“La cosa più che ha fatto il mio fans club? Si sono buttati nelle fontana di Cavareno dopo Olimpiadi, faceva pure freddino” (Nadia Battocletti)

“Ho mostrato tutto il mio supporto ad Antonella Palmisano, lei è la mia capitana da 5 anni, è una grande professionista e soprattutto una donna di grande ispirazione” (Nadia Battocletti)

Festival dello Sport, Fabio Capello

Festival dello Sport

“Bisogna capire se certi giocatori sono in gradi di indossare certe maglie. Ma il segreto sta nell’avere un ds di cui ti fidi” (Fabio Capello)

“Quindi qual è il problema del calcio giovanile? I genitori che pensano di avere dei fenomeni in casa” (Fabio Capello)

“Al Real madrid ho mandato il via giocatore più forte che abbia mai allenato, Ronaldo, l’ho fatto per il bene della squadra e abbiamo vinto. Ma lui resta il più forte di tutti” (Fabio Capello)

“Il modo migliore per uscire dalle situazioni complicate è sempre dire la verità: ho sbagliato, non abbiamo fatto questo ecc…lasci un’immagine diversa anche al tifoso (Fabio Capello)

“La panchina piena è un passo avanti molto importante, mandare la gente in tribuna per me era un colpo al cuore” (Fabio Capello)

Festival dello Sport, David Trezeguet

Festival dello Sport

“E tu dov’eri in quel Milan – Juve che decise lo scudetto con una rovesciata di Del Piero ed un colpo di testa di Trezeguet?” – mi ha chiesto un signore seduto accanto. “Io andavo all’università e lavoravo. Quel giorno ero impegnata in una fiera. Dissi ai miei capi che avevo dei parenti a casa che non vedevo da tempo e presi 90 minuti di permesso”.

“A Buenos Aires ho fatto i miei primi passi calcistici in strada” (David Trezeguet)

“Il gol è stata la mia vita, la mia passione” (David Trezeguet)

“Mondiale ed Europeo in 2 anni, la mia carriera è stata al contrario, ho avuto la possibilità di vincere subito a 20/21 anni”(David Trezeguet)

“Il primo Trezeguet alla Juve ha avuto settimane non semplici, arrivavo come quello che aveva segnato in finale all’Europeo contro l’Italia” (David Trezeguet) 

“Io e Del Piero abbiamo costruito un percorso unico durato 10 anni, abbiamo scavalcato coppie di attaccanti storiche”(David Trezeguet)

“Sono il giocatore straniero che ha fatto più gol e che è rimasto di più alla Juve, giro il mondo e il popolo juventino ancora mi apprezza” (David Trezeguet)

“Prima di quel famoso Milan – Juve incontrai Galliani e mi disse che era contento che Ibra fosse squalificato quella giornata, poi però ho segnato io” (David Trezeguet)

“Ci siamo lasciato a Bari dove volevamo vincere la Champions, e poi ci siamo ritrovati in serie B, a -16, ogni trasferta era una festa, abbiamo rimesso le cose a posto” (David Trezeguet)

“Non sentivo il bisogno di lasciare la Juve, tante volte sarei potuto andare ma stavo benissimo lì, ero nella società più forte del mondo” (David Trezeguet)

“Potevo fare 4 mondiali di fila ma ho lasciato il posto a chi era più congeniale a Domenech, io e lui non abbiamo mai avuto feeling, oggi la vedo da un altro punto di vista, egoisticamente parlando avrei potuto giocare 4 Coppe del Mondo consecutive” (David Trezeguet)

“Camoranesi è un giocatore che sapeva fare tutto, non era amante dei giornalisti e si vedeva ma come giocatore e come personaggio era uno dei miei preferiti” (David Trezeguet)

“Quando vai via dalla Juve poi un po’ piangi, la serietà della Juve era unica” (David Trezeguet)

“Per me il calcio era sempre una festa” (David Trezeguet)

“La gente paga il biglietto per vedere i grandi giocatori, tecnica, divertimento, magia…ecco la gente pagava il biglietto per vedere Zidane” (David Trezeguet)

“Buenos Aires o Parigi? Buenos Aires è la mia vita, ma la bellezza non si discute mai” (David Trezeguet)

Festival dello Sport, Maurizia Cacciatori

Festival dello Sport

“Vi auguro di seguire i vostri sogni rimanendo ancorate alla vostra personalità” (Raffaella Lavazza)

“Io ero un po’ giamburrasca ma autentica, alla cerimonia di premiazione del Mondiale di Osaka dove arrivammo quinte, davo i pizzicotti al buio ad Anna Vania Mello e ad un certo punto mi ritrovai l’occhio di bue in faccia, pensavo mi avessero beccato perché facevano casino, ed invece mi stavano chiamando per il premio di miglior alzatrice” (Maurizia Cacciatori)

“Non avrei mai vinto questo premio se non avessi avuto una Piccinini, una Togut, ecc…mi permettevano di avere una percentuale perfetta” (Maurizia Cacciatori)

“Era importante dare un segnale a loro, distribuivo scarpe e dolci alle mie compagne grazie allo sponsor tecnico, era il mio modo di dirgli grazie” (Maurizia Cacciatori)

“Siate i migliori artefici dei vostri giorni, pensate in grande” (Maurizia Cacciatori)

“Quando si cade non fatevi la domanda del “Ma perché è successo a me”, abbiate coraggio così se arriva la paura arriva e bussa non trova nessuno” (Maurizia Cacciatori)

“Voi siete semplicemente le decisioni che prenderete” (Maurizia Cacciatori)

Festival dello Sport, Patrick Vieira

Festival dello Sport

Chiamarlo campione è poco, chiamalo leggenda non è troppo, lui ha vinto ovunque…

“Vorresti giocare un derby a Genova? Per il calcio e per la città di Genova, un derby è sempre bello da giocare” (Patrick Vieira)

“I giocatori devono sbagliare per crescere e per sbagliare devono giocare” (Patrick Vieira)

“L’esperienza significa sbagliare per imparare” (Patrick Vieira)

“Nel 2006 noi eravamo più forti ma quando siamo andati ai rigori loro sapevano che avrebbero vinto, erano più preparati mentalmente” (Patrick Vieira)

“Zidane ha dato tanto per la nazionale, è difficile essere arrabbiati per quell’episodio” (Patrick Vieira)

“Credo che Materazzi…va beh è Materazzi dai” (Patrick Vieira)

“Hai allenato Andrea Pirlo…non si allena Andrea Pirlo” (Patrick Vieira)

“Abbiamo vinto il mondiale perché il 70/80% dei giocatori giocava in Italia” (Patrick Vieira)

“Abbiamo vinto il mondiale perché la generazione di Platini aveva introdotto una mentalità vincente” (Patrick Vieira)

“In Francia la diversità fa parte della sua cultura” (Patrick Vieira)

“Capello come lo hai ritrovato? Uguale, sempre arrabbiato” (Patrick Vieira)

Festival dello Sport, Alberto Tomba

Festival dello Sport

Un’ora e trentaquattro minuti di Alberto Tomba show, in cui non si è capito niente ma è stato bello così.

“Ma tu dove ti allenavi? Sui Navigli” (Alberto Tomba)

“Hanno bloccato Sanremo per la tua gara…mia mamma mi ha detto che c’era la fila da Bologna fino a casa mia” (Alberto Tomba)

“Pettorale 11 non l’ho pescato io allora cosa ho fatto, 1+1 uguale 2 ori” (Alberto Tomba)

“La gara più bella all’Alberts perchè non è vincere è rivincere” (Alberto Tomba)

“Noi dello sci siamo di poche parole, facciamo i fatti” (Alberto Tomba)

“Con la barba? È strana questa cosa, perdi aerodinamicità, fa perdere centesimi” (Alberto Tomba)

“Abbiamo qui le Dolomiti il posto più bello del Mondo” (Alberto Tomba)

“Le piste per le Olimpiadi sono pronte, le strade no, arriviamo in ritardo” (Alberto Tomba)

“Mondiali o Olimpiadi? Olimpiadi, sono una volta ogni 4 anni, mi sono detto “Non facciamo cagate” (Alberto Tomba)

“A Yuri Chechi: io sono ancora incazzato con il greco che gli ha ciulato la medaglia” (Alberto Tomba)

“Ma si può andare alla Mauritius per 2 giorni, lo sponsor non ci ha fatto stare una settimana…abbiamo fatto più tempo in cielo che in terra” (Alberto Tomba)

Foto Alessandro Gennari
Foto Archivio Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento

Potevo forse mancare al Festival dello Sport 2025? Ma non scherziamo. E allora eccomi qui, alla mia presenza numero 5 su 8 edizioni, in un corri corri frenetico che deve ancora deve entrare nel vivo ma che già dal day 1 ha lasciato ben sperare.

In una Trento un po’ scombussolata da qualche lavoro di troppo, è cominciata ieri la mia ennesima avventura a caccia di…emozioni. Non mi stancherò mai di raccontare la bellezza di un cuore che palpita in una kermesse che tanto somiglia ad un villaggio olimpico in cui, leggende plurimedagliate, prima ti camminano accanto e poi si accomodano in un teatro per rivivere con te la loro carriera, raccontando in una sorta di confidenza pura e genuina, spaccati di vita vissuta.

Ed io li guardo, mi commuovo, assorbo qualsiasi cosa, e poi scrivo. Appunti, citazioni, meme, tutto ciò che riesco a percepire lo annoto e lo faccio mio.

E così il day 1 ha già iniziato a toccare corde profonde ma in una sonorità leggera.

Festival dello sport 2025: il volley dei fenomeni

Festival dello Sport 2025

Il primo incontro a cui ho assistito non poteva che essere con i campioni del Mondo e con una fetta di volley maschile pronta a regalare un’altra stagione di grandi emozioni.

Il mio resoconto passa, come più o meno sempre, dalle citazioni, e allora eccola qua.

Fefè De Giorgi

“Abbiamo trasmesso emozioni al di là del risultato”

“Va beh, le donne si sapeva avrebbero vinto”

“Bisogna riconoscere il valore di tutti in questo percorso”

“Dopo la sconfitta con il Belgio avete bruciato la pagina”

“Grazie per questa copertina. Il primo mondiale eravamo in un angolo, adesso abbiamo raddoppiato, prima o poi conquisteremo la pagina intera”

Ivan Zaytsev

“Le motivazioni dopo tutti questi anni non cambiano, se perdo l’adrenalina prima delle partite, o il fastidio dopo una sconfitta, significa che è ora di smettere, io spero di rompervi le scatole ancora per qualche anno”

Mati Pardo

“Voglio lavorare per essere il miglior compagno possibile, con lui sei felice in palestra e felice di condividere vittorie e sconfitte”

“Daniele Lavia, è un umile in uno sport umile”

Gabriella Greison (fisica e scrittrice)

“In fisica si chiama sistema predittivo, in campo si chiama magia”

“La fisica e la pallavolo hanno lo stesso segreto, non puoi controllare tutto, ma puoi allenare come reagire” 

“Tutto in mezzo secondo, 6 anime e tre tocchi”

Alessandro Michieletto

“I miei premi li tiene tutti mia nonna”

“Ho rubato un pallone a Tokyo, me lo hai graffiato (riferendosi a Matteo Piano), a Parigi l’ho rubato ancora, insomma…non ho imparato niente”

“I gruppi forti non vincono ogni anno, ma ogni anno sono in semifinale”

Festival dello sport 2025: la grande inaugurazione

Festival dello Sport 2025 Carolina Kostner

“Trentino sarà sede dei mondiali di ciclismo nel 2031…in Trentino – trentuno non poteva essere diversamente” (Pierluigi Pardo)

“Siamo in un momento un po’ disgraziato e credo che lo sport abbia il potere di unire le diversità e di far emergere il singolo, oltre che culture diverse, per portare in alto la bandiera italiana, ciò di cui abbiamo più bisogno in questo momento” (Elisabetta Bozzarelli vicesindaco di Trento)

“Il mio percorso non è stato sempre lineare, in salita, in discesa, io convincevo mia mamma a svegliarmi di notte per vedere i mondiali di pattinaggio che magari erano dall’altra parte del mondo. Oggi forse hanno più distrazioni, ma gli auguro di mettere ordine nella loro testa per dare spazio ai sogni” (Carolina Kostner)

“L’emozione che ho provato marciando con la bandiera, non la scambierei con nessuna medaglia al mondo” (Carolina Kostner)

“Coraggio era la parola che continuavo a ripetermi nell’Olimpiade di Sochi” (Carolina Kostner)

“Quando ho saputo che sarei diventato padre ho messo un punto alla tristezza post Parigi. Da lì non ho più guardato indietro. Ho cambiato prospettiva” (Gianmarco Tamberi)

Festival dello Sport 2025 - Gimbo Tamberi

“È giusto che io non abbia saltato in alto a Tokyo perché non ho passato il tempo quest’anno ad allenarmi per quello, ho passato il tempo a guarire per Los Angeles” (Gianmarco Tamberi)

“Nelle difficoltà si nasconde sempre un’opportunità più grande, ed anche se hai solo l’1% di riuscirci è ciò che ti fa credere e sperare fino in fondo” (Gianmarco Tamberi)

Festival dello sport 2025: le Roi, Michel Platini

Senza troppi giri di parole: io sono cresciuta con Alessandro Del Piero, mio padre con Michel Platini. Era il suo idolo. Il destino a volte ti regala sorprese inaspettate perchè ieri, proprio ieri, 9 ottobre, compleanno del mio papy che da 4 anni mi segue da una stella, ho incontrato il suo idolo ❤️

“Sono arrivato in Italia, sono andato a Cesenatico e ho visto Bobbi Solo cantare “Una lacrima sul viso” (Michel Platini)

“Gianni Rivera disse Platini fa il francese in Italia e l’italiano in Francia” (Fabio Licari)

“L’Italia è il paese dei miei antenati e io voglio scoprirlo. Perché conosco solo stadi e alberghi ma non conosco questo paese che è bellissimo” (Michel Platini)

“Cosa non sopporti dell’Italia? I giornalisti” (Michel Platini)

Festival dello Sport 2025

“Boniperti per prendermi in giro diceva “La Francia…non si capisce niente, quando avevamo il morale a terra organizzavamo un’amichevole con la Francia”, poi con me è cambiato tutto” (Michel Platini)

“Il problema del calcio è che non sempre vince il migliore” (Michel Platini)

“Ma nell’84 eri il più forte del mondo? Sì” (Michel Platini)

“Chi è più forte tra Messi e Maradona? Queste sono cose che servono a voi giornalisti, non puoi comparare 2 fenomeni di 2 epoche diverse” (Michel Platini)

“Il ricordo più bello di quella Juve qual è? È la Juve, sono 5 anni alla Juve, in Italia” (Michel Platini)

“Non è bella la vita se non fai gol” (Michel Platini)

“Il 10 va messo al centro e oggi continuano a metterlo sulle fasce” (Michel Platini)

“Ha dato più la Juve a te o tu alla Juve? La Juve a me” (Michel Platini)

“Sono stufo di giocatori che mi dicono “voglio entrare nella storia”. Tu giochi per una società, per un pubblico, sono loro che decidono se sei nella storia” (Michel Platini)

“Blatter joker” (Michel Platini)

“Crujff il mio idolo” (Michel Platini)

“Il Var se ci fossi stato io non ci sarebbe stato, ok sulle linee ma il resto è interpretazione, lasciamo il calcio umano” (Michel Platini)

“Agnelli un personaggio grandioso” (Michel Platini)

“Infantino joker. Se dobbiamo parlare di attualità parliamo di lui, ma non se dobbiamo parlare di calcio” (Michel Platini)

“Se deve tornare in gioco lo voglio fare per il bene del calcio in generale. Io presidente della Juve? No, non si vive due volte la stessa storia d’amore” (Michel Platini)

L’Italia non va al Mondiale dal 2014? E io cosa c’entro…beh magari lo allargano a 64 squadre” (Michel Platini)

Foto Alessandro Gennari
Foto archivio ufficio stampa – Provincia autonoma di Trento

Il mio Festival dello Sport sta volgendo al termine, tra poche ore sarò di nuovo a casa ed ancora una volta porterò dentro di me tutte le risposte a quell’unica domanda: “Ma perché hai scelto questa vita?” come se ci fosse davvero un perché.

Spiegare non fa più parte di me, raccontare sì. Raccontare sempre. Colorare il mio blog con le mie emozioni mi aiuta davvero a focalizzarle, a rendermi conto di ciò che ho vissuto e di tutto quello che ancora ho davanti a me; il bicchiere mezzo vuoto, per me resta un’accezione positiva (soprattutto se la metà mancante me la sono scolata io 😂).

Il Festival dello Sport, part 2

La seconda parte del mio Festival è tante cose ma più di tutto è Claudio Marchisio e Federica Pellegrini. Nome e cognome. Il principino e la divina, l’eleganza bianconera tatuata dentro, mischiata al midollo, e la grande bellezza di colei che ha rescritto il significato di limiti. E di record. E di impresa. E di tante altre cose. Ma mi sono sorpresa anche con un Fausto Desalu semplice, con Batigol e Zanetti, con le campionesse del mondo di volley di vent’anni fa e con il professore Seedorf. È stata la solita full immertion in un frullatore di emozioni che però di solito e di uguale a ciò che già era stato, non ha proprio nulla.

Inutile che stia a snocciolarvi ore d’interviste, se questo blog si chiama Mary Seven ci sarà un motivo, e allora facciamo che di ogni incontro vi evidenzio le sette affermazioni che mi sono piaciute di più (con qualche eccezione nel numero, concedetemelo).

Stano – Crippa, nati per correre

“La fatica non sempre riesci a domarla, però alla fine ti ripaga”. (Yeman Crippa)

“Arrivare in Italia per me è stato come arrivare in paradiso”. (Yeman Crippa)

“Io voglio riscrivere la storia a modo mio e spero fra 30 anni quando qualcuno batterà i miei record di non dire le stesse cose che ha detto Antibo e di applaudire chi riuscirà a sopravanzarmi”. (Yeman Crippa)

“Riportare l’oro mondiale in Italia, nella marcia, dopo 19 anni, è un orgoglio infinito”. (Massimo Stano)

“Io mi diverto faticando, non è facile da far capire, soffro così tanto in allenamento che poi in gara è una goduria”. (Massimo Stano)

“Nel mio paesino manca la pista, ho tirato una frecciatina al mio sindaco e gli ho mandato una foto da qui, poi gli ho detto “Vedi tu cosa devi fare”…ma io la pista non la vorrei per me, la vorrei per togliere i giovani dalla strada, lo sport ti insegna tante cose”. (Massimo Stano)

Quando faccio un risultato punto a trasmettere le mie emozioni ed esperienze ai bambini, i bambini iniziando dallo sport girano il mondo, non conoscono diversità, socializzano, crescono, scoprono, questo è il bello”. (Massimo Stano)

Claudio Marchisio, il principino, fino alla fine

“Tornare alla Juve? Non sono mai andato via”.

“La Juve il primo amore, il primo sogno, il primo momento in cui mi hanno dato la borsetta, era il ’93, per me era Natale”.

“Ho detto non ce la faccio più, mia mamma non mi diede pressioni, lei prese tempo, mi disse aspettiamo un mese, se non cambia questa situazione, prendiamo una decisione”.

“Per il sogno non basta talento e impegno, devi avere l’insegnante giusto, in questo caso i miei genitori”.

“Il dna della Juve è uscire dalle difficoltà con la forza del gruppo”.

“Gigi ha detto che non gli servono i trofei per capire il proprio valore e ha ragione, ma io non riesco ancora oggi a digerirla”.

“Miretti è una bella notizia, non solo per Juve ma per il calcio italiano, la parte più bella è la sua spensieratezza”.

“C’è un Marchisio nel calcio italiano? Questa è una domanda che ti fa capire che gli anni passano”.

“Si lasciano andare gli italiani forti e si prendono stranieri che poi vengono qui e non danno nemmeno tutto”.

“Le uniche barriere che mi piacciono sono quelle sulle punizioni”.

“Mi è scattato qualcosa la sera della finale di Champions quando ho visto quello che era successo in piazza San Carlo, ho detto “Bisogna fare qualcosa”.

“Bandiera non è il tempo che stai con una squadra è quanto dai a quella squadra”.

Re Giorgio Chiellini, un miracolo sportivo

“Due mondiali mancati, il rammarico è non poter fare vivere quelle emozioni ai bambini”.

“Cosa sta succedendo alla Juve? Vorrei tanto saperlo ma io soffro come tutti i tifosi”.

“Il rimpianto più grande è non aver giocato la finale di Berlino, avremmo perso uguale forse, ma avrei meritato di giocarmela”.

“Nel calcio l’intelligenza è riuscire a mantenere l’equilibrio dentro e fuori dal campo, questi sono i campioni, questi sono quelli che ce la fanno”.

Federica Pellegrini, la divina

“A Tokyo sorridevo mentre nuotavo, ho capito fosse l’ultimo atto mentre giravo nel villaggio olimpico, non potevo fare niente in più di quello che ho fatto”.

“Mi auguro che chiunque vinca le elezioni si impegni a salvare lo sport, lo sport deve essere non solo protetto ma proprio aiutato”.

“Lo sport è il motore trainante di questo paese”.

Da Batigol a Zanetti, tango argentino

“Messi – Maradona? Dieci a tutti e due, ma credo che la leadership di Diego fosse diversa, era più influente, oggi però Messi è maturo al 100% ed è pronto per questo”. (Javier Zanetti)

“Quanto al look io sono nato così, l’ho chiesto pure a mia mamma, mi sveglio già pettinato”. (Javier Zanetti)

“Quando fai l’errore cresci, quando lo capisci impari”. (Javier Zanetti)

“La differenza la fanno i valori umani, quando riesci a trasmettere quelli sai che hai vinto”. (Javier Zanetti)

“Il risultato è un impostore, sia nella sconfitta che nella vittoria, il mondiale 2002 ci ha visto uscire al girone, io non lo vedo un fallimento, noi abbiamo dato tutto”. (Batistuta)

“Ho perso molto, molto più di quello che ho vinto, ma è così che ho fatto carriera”. (Batistuta)

“La sconfitta è una buona consigliera, ma quelli intelligenti imparano anche dalla vittoria”. (Batistuta)

Fausto Desalu, veloce come il vento

Per il campione olimpico della 4×100 non ho delle citazioni, è un ragazzo semplice che si confonde con la folla, un atleta umile, dedito alla mamma e al sacrificio. Ma quello che mi ha colpito più di tutto è stato il gesto di chi lo ha intervistato, Carlo Martinelli.
“Dalla mia infinita collezione di libri ne ho sottratto uno, 19.72, autografato da Pietro Mennea, in fondo ti scrivo il mio numero di telefono, quando arriverà questo giorno, quando batterai questo record mi chiamerai e ci abbracceremo virtualmente”.
Spiazzata. Ho comprato il libro, “Veloce come il Vento” e me lo sono fatto autografare.

“Non avevamo fatto 12mila km per sognare in piccolo, volevamo sognare in grande. Stasera si fa la storia, ci credete ragazzi?”

Piccinini – Lo Bianco – Togut, vent’anni dopo

Nel continuo botta e risposta di tre campionesse mondiali artefici di un 2002, c’è ancora la stessa intesa. La Picci non le manda mai a dire, e le sue facce la dicono lunga, Leo Lo Bianco giostra il gioco, Togut schiaccia qualsiasi cosa passi ad altezza rete “In quella finale penso di avere schiacciato qualche palla anche ad occhi chiusi”. E sono tante le similitudini con La Nazionale che ha appena iniziato l’avventura mondiale e che vuole sognare e farci sognare.
“Negli occhi dei ragazzi di Fefè ho rivisto lo stesso ardore che avevamo noi, vent’anni fa, è passato tanto tempo ma se ci penso bene non è passato nemmeno un giorno”.

Zitti tutti, al Festival dello Sport arriva il prof. Clarence Seedorf

“La sensazione che puoi competere con chiunque e vincere contro chiunque significa essere usciti dalle difficoltà ed essere una grande squadra”.

“Il gol a Buffon? Come mi è venuto in mente di tirare da lì? Ancora me lo chiedo pure io”.

“La mentalità di essere migliore dei migliori, questa cosa nasce da piccolo, la capacità di essere pronto per grandi sfide la puoi allenare, ma devi essere bravo a gestire le emozioni, io l’ho imparato col tempo questo”.

“432 presenze con il Milan, lo straniero che ha avuto più presenze con questa maglia, ma la partita più bella resta sempre la prima, senza quella non ci sarebbero state le altre”.

“Quanto mi è mancata l’Olanda nel mondiale del 2006 e quanto sono mancato io a loro? Non ho rimpianti per le cose che ho deciso io”.

“Ti sei chiesto perché non sei di nuovo in panchina?
L’Italia non è un paese razzista, ma talvolta lo è il sistema e questo sistema non dà pari opportunità”.

“Ad ottobre sarai di fronte a 54 ministri dello sport in Turchia, cosa gli dirai?”
Che si devono dare una svegliata”.

Festival dello Sport, quanto manca alla prossima edizione?

Foto Festival dello Sport

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Succede che Trento si riempie di voci e si colora di rosa, succede che prendi un treno, scendi di fronte a Piazza Dante e capisci in un attimo che nemmeno quest’anno potevi perdertelo, succede che quando sui social appare la scritta “Festival dello Sport” e le date, nonostante magari sia gennaio, hai già segnato sull’agenda una frase tipo “Non ci sono per nessuno”. Ecco questo è quello che succede prima perchè poi, quando lo vivi, succede tutt’altro.

Cosa? Bella domanda. Spiegarlo non è semplice, sposo a pieno il pensiero “È un po’ come stare nel villaggio olimpico ed esplorarne ogni angolo”, perchè in fondo è proprio così. Correre tra un teatro e l’altro, fare un giro in piazza Duomo, gustare un bretzel in un locale tipico, e poi c’è l’incontro al Palazzo della Regione e “Guarda che belli i ragazzini che provano la pista di atletica”, e sono giornate così piene che non lo sai, per te restano leggere anche quando a mezzanotte sei in una camera d’albergo e provi a scrivere mentre un occhio si chiude e l’altro è già sul programma di domani.

Il Festival dello Sport, day 1

Il Day one del Festival dello Sport 2022 è già una partenza col botto. In piazza Duomo si alternano Teo Teocoli e Jury Chechi nella presentazione dei loro libri, c’è fermento e si scaldano i motori in attesa dell’inaugurazione, mi correggo, della Grande Inaugurazione. Perchè al Teatro Sociale arrivano Cairo, il direttore di Gazzetta dello Sport Stefano Barigelli, Giovanni Malagò, Marcel Jacobs, Ilaria D’Amico, Gli Autogol, Federica Masolini, Pierluigi Pardo, Luca Pancalli e probabilmente altri 150 ma gli occhi sono per l’ospite d’onore, Gianluigi Buffon.

Inutile che stia a snocciolarvi quasi un’ora d’intervista, se questo blog si chiama Mary Seven c’è un motivo, e allora facciamo che di ogni incontro vi evidenzio le sette affermazioni che mi sono piaciute di più.

Gigi Buffon, il numero uno dei numeri uno

“Federer una di quelle icone che quando smette ti fermi un po’ anche tu”

“Io continuo a giocare perché la domenica non voglio andare al centro commerciale con la D’Amico”

Il tifoso si aggrappa ancora a me ed è orgoglioso di me

Non ho bisogno di vincere otto Champions o anche solo una per sapere quanto valgo

Ci sono cose che sono sotto gli occhi di tutti, ma ci sono cose che un profano non vede, tipo un richiamo al momento giusto, una parola, un gesto piccolo che poi in realtà ti svolta una stagione

La normalità è la vera trasgressione di una persona

“Chiellini è il più grande miracolo sportivo che io abbia visto”

Marcel Jacobs, al Festival dello Sport è tornato il Re

“Dopo le Olimpiadi volevo dimostrare che ho passato tutta la vita a lottare per questo

Arrivare in finale significa che siamo tutti sullo stesso piano, lì però non devi aver fretta di fare le cose, che sembra un paradosso nei 100 metri, devi rispettare i tempi”

“Ho capito che nella mia vita non ci sono state sconfitte, ci sono state delle delusioni ma io non ho mai mollato”

“Da piccolo puntavo a vincere il più possibile per essere fonte d’ispirazione, io sono il classico esempio che ne ha passate di tutti i colori, ma nonostante tutto ha creduto in un sogno e ce l’ha fatta, scriverlo è stato un viaggio per me che ho provato a raccontare agli altri”

“Le difficoltà ci saranno sempre ma saranno occasioni”

“Mi ritrovo davanti la copertina “L’uomo dei Sogni”, e adesso che faccio?”

“Al 20 luglio con 40 gradi erano tutti al lago di Garda io in pista da solo ad allenarmi, me lo sono costruito, non ho super poteri”

Italvolley, i campioni del mondo siamo noi

(Sforo il numero di citazioni, erano troppi)

“Ma io direi soprattutto speciale, questi ragazzi hanno fatto qualcosa di speciale, qualcosa di straordinario in così poco tempo” (Fefè De Giorgi)

De Giorgi è un cabarettista prestato al mondo del volley” (Andrea Zorzi)

Con la Francia ho fatto i punti decisivi perché non ho pensato” (Daniele Lavia)

“Lavia non meritava solo il premio individuale ma quello di Mvp del mondiale” (Fefè De Giorgi)

“Due o tre cose danno fastidio a Fefè la prima è dire “Ci sto provando”, per lui bisogna fare, e poi si arrabbia se siamo superficiali, e se bestemmiamo” (Simone Anzani)

Per me la parola giusta per questo mondiale è stata goduria ma non perché abbiamo vinto davanti a 13 mila polacchi, anche se la voce gliela abbiamo fatto abbassare, ma perché ci siamo goduti ogni momento” (Simone Anzani)

Sacrifico tanti minuti è vero, ma ogni cosa buona che fa lui (Giannelli) sono felice come se la facessi io” (Riccardo Sbertoli)

Anche nei momenti di difficoltà sapevamo dove stavamo andando” (Alessandro Michieletto) 

“Sono ragazzi giovani che hanno fatto un’impresa, questo è un messaggio comunicativo importante non solo per la pallavolo, non solo per lo sport, ma per la vita” (Fefè De Giorgi)

In stanza urlano come i matti, giocano a Mario Kart, ecco quali sono le fondamenta di questa nazionale? Mario Kart, l’allenamento è solo di passaggio” (Fefè De Giorgi)

“Festeggiare con sobrietà, deprimersi con coraggio, questo è il ruolo dell’allenatore” (Fefè De Giorgi)

Grace la mia gatta ha guardato tutte le partite, non so cos’abbia capito, ed era con me quando ho fatto le convocazioni, ho messo una foto mia 7000 mila like, ho messo una foto di Grace con la medaglia 55 mila like, allora metto sempre lei” (Fefè De Giorgi)

Foto Il Festival dello Sport

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