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A grande richiesta, e dopo aver passato 45 secondi in ginocchio sui ceci (ho le ginocchia alla Roberto Baggio ultimamente, abbiate pazienza) per le assenza precedenti, torna 7 cose 7 sulla serie A e mai come questa volta sposa a pieno la linea giovane Camarda – Esposito.

Cosa mi ha lasciato questa 5ª giornata di serie A?

Ancora una volta mi affido all’ordine sparso, agli appunti nelle note del telefono e ai post salvati su Instagram: e via con la classifica non classifica che mi piace tanto.

Serie A, 7 cose 7

  1. Camarda – Esposito, largo ai giovani. Due tra i nomi più chiacchierati dell’estate, seppur per motivi diversi, fatto sta che ci hanno messo 5 giornate per lasciare il segno in serie A. Francesco Camarda, classe 2008 (ne avevo già scritto qui), di proprietà del Milan, in prestito al Lecce, Francesco Pio Esposito classe 2005, attaccante dell’Inter, ecco c’è pure un derby nel derby in questa “favoletta”. Entrambe la scorsa domenica hanno messo a referto il primo gol in serie A della loro storia, contro il Bologna il primo, contro il Cagliari del fratello Sebastiano il secondo. Zero pressioni e zero pronostici, mi auguro solo che sia il primo di una lunghissima serie.
  2. Cancellieri futuro papà. Mi intenerisco sempre ormai, sarà l’età, sarà il ciclo, fatto sta che quando nella serata di lunedì il centravanti della Lazio si è messo il pallone sotto la maglia e il dito in bocca, avevo ovviamente capito ci fosse la cicogna in arrivo, occhio che da quelle parti gira pure un’aquila, facciamo attenzione. Intanto auguri al futuro papà di una bimba.
  3. Il cappello di Runjaic (più l’occhialino intellettuale in sala stampa). Faccione simpatico, cappellino da baseball e occhialetto tattico: non ha certo portato bene alla sua Udinese questo trittico, ma quanto meno ha ribadito lo stile del tecnico bianconero. Adoro!
  4. L’abbraccio totale tra Luka Modric e Kevin De Bruyne. Sono tornati indietro a gustarselo pure quelli usciti un quarto d’ora prima da San Siro (mai capita sta cosa comunque), ed hanno lasciato la mancia agli steward del controllo zaini all’ingresso. Così, gli sembrava d’aver pagato poco per quello spettacolo. Quanta classe fusa in un intreccio di braccia. Mille stelline.
  5. È più contento della vittoria del suo Sassuolo o del primo gol in serie B di suo figlio Filippo con la maglia del Frosinone? I figli vengono prima di tutto, sono tanto felice di vederlo così felice. Firmato “core di papà” Fabio Grosso.
  6. Martina Rosucci, primo trofeo al cielo da capitana. Eh sì. C’è una nuova proprietà commutativa: cambiando l’ordine delle capitane e l’ordine delle finali, il risultato non cambia, vince sempre la Juve, tra l’altro con una Martina Rosucci che per la prima volta alza al cielo un trofeo con quella fascia al braccio. Non me ne vorrà Cristiana ma le dona tantissimo. Grande cap.
  7. Dio benedica Luka Modric. Lui merita una menzione a parte, ma potrei citarlo ogni settimana per qualsiasi cosa faccia o non faccia, tanto fa tutto e lo fa da divinamente, in fondo classe 1985 è una garanzia 😉. Dio benedica Luka Modric.

A settimana prossima, sempre con la stessa leggerezza, sempre con un pizzico di romanticismo.

Foto Messaggerooveneto.it

È il minuto 83 di Milan – Fiorentina, Francesco Camarda si sfila la casacca, Pioli ha scelto lui. 15 anni, 8 mesi e 15 giorni e questa sera se la ricorderà per sempre, perchè è la sera dei sogni, è la sera dell’esordio in serie A, è la sera in cui ti guardi intorno e non ci credi.

Francesco Camarda non lo sa che da stasera potrebbe cambiare tutto o potrebbe non cambiare niente, ma è certo che il destino, la sua caparbietà, il suo talento, il suo percorso, la sua grinta, la sua passione, la sua fortuna, lo hanno vestito di un record che rimarrà nel tempo.

In google è già uno dei nomi più ricercati, si è sentito addosso il peso di 80 mila occhi, domani i giornali metteranno il suo viso fanciullesco in prima pagina, e pigieranno il piede sull’acceleratore dei paragoni, dei commenti, del “Può diventare più forte di…”.

Io non ho cercato nulla, non faccio la tuttologa e non voglio sapere altro. Da amante del calcio vorrei che la sua storia me la raccontasse lui. Con le manciate di minuti che il Milan gli concederà da qui a fine stagione, con le giocate di un ragazzino sbarazzino, con i gol, perché no, con l’entusiasmo di un 15enne coraggioso con un sogno grande quanto San Siro che somiglia tanto al tema di 5ª elementare, quando la maestra ti chiedeva: “Cosa vuoi fare da grande?”.

Il calciatore. Francesco Camarda vuole solo fare il calciatore. Con la maglia del Milan, quella dell’Italia, con una qualsiasi altra maglia, a San Siro come al Bernabeu, al Tardini come nel campetto sotto casa. Non c’è alcuna differenza.

Lasciatelo sognare, lasciatelo sognare in pace.

Foto Twitter

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