L’indifferenza ucciderà il mondo: ciao Alika

ciao alita

Ciao Alika, ciao. Le prime parole di queste poche righe le rivolgo a te, nella speranza che tu ora possa aver intorno la pace e vivere in un posto migliore, fra i colori dell’arcobaleno ed un tripudio di cuori buoni.

Io non ho pensieri per gli altri, non ho fiato, e forse non ho nemmeno più speranze. Gli altri sono quelli che ti hanno visto morire davanti ai loro occhi, aggrappati ai loro iPhone da 1.500 euro, intenti ad utilizzare il filtro giusto per mettere ancora più in risalto il colore della tua pelle scura. Purtroppo, però, non esistono filtri per aggiungere un pezzettino di cervello al vuoto cosmico delle loro teste vuote.

Gli altri sono quelli che non appartengono all’umanità, sono gli inumani. Sono lo schifo che resta di un’equazione molto semplice, dove razzismo al quadrato evoca solo altro razzismo, parentesi tonda, parentesi quadra, parentesi graffa, uguale indifferenza. E non è tutto qui perché a piene mani si attinge all’odio per i poveri, alla odio generalizzato, all’incapacità di avere un proprio pensiero libero e pulito e non condizionato, tanto dalla politica, quanto dall’opinione pubblica.

Il mondo funziona al contrario. Se difendi un nigeriano, invalido, che prova a vendere fazzoletti, che chiede l’elemosina, sei un fallito anche tu. O peggio ancora sei un qualunquista incapace di difendere il proprio paese, come se questo “nostro” territorio debba essere ricco più di soldati che di cittadini.

Ma la cosa che più mi fa rabbia e paura in questa situazione è che Alika non è morto “solo” quando Filippo Claudio Giuseppe Ferlazzo, gli ha sferrato quei colpi da assassino, non è morto “solo” in un’agonia lunga quattro minuti e non è morto “solo” quando quella stampella e quelle mani nude lo hanno accinto alla gola…

…Alika è morto nel vostro silenzio. Nella vostra omertà. Nei vostri merdosissimi like che oggi fanno più gola di un corpo che va a fare da scudo a quelle botte, nell’indifferenza di un popolo che non ha più ideali, non ha più valori e forse non ha nemmeno più amore. Questi sono “gli altri” ma voglio credere che non siano tutti. Ed io sento ancora di far parte di quei “tutti” che trovano il coraggio di mettere nero su bianco un dolore, un pensiero, le urla di un’ingiustizia acuta, crudele.

L’indifferenza ucciderà il mondo, ma poi si ritorcerà contro ed ucciderà anche noi stessi. O forse lo sta già facendo.

Ciao Alika, ciao. Trova il tuo posto su una nuvola bianca, proteggi la tua famiglia e riposa in pace.

Foto Gianluca Costantini
IG channeldraw

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