Adrenalina, sorrisi e lacrime: i Negramaro incantano il Forum di Assago

Continua il tour dei Negramaro “Amore che torni indoor 2019” che mercoledì scorso ha fatto tappa al Forum di Assago. Quasi tre ore di concerto hanno raccontato una lunga storia, celebrato la vita, fatto ballare migliaia di persone ed emozionato fino alle lacrime. Potevo forse perdermelo? Per la settima volta dinanzi ai miei occhi…grazie Negramaro

 

Che fosse pieno di sorprese, che fosse curato in ogni dettaglio con spettacolari giochi di luci e scenografici, che fosse un tuffo nel passato ma anche uno slancio verso il futuro, ce lo saremmo pure aspettato, ma così magico, così pieno, così vario, così sorprendente e così tanto emozionante probabilmente no. Anzi, sicuramente no.

I Negramaro sono tornati e senza troppi fronzoli sono andati alla conquista, per l’ennesima volta, di quei cuori che li seguono da quel lontano Sanremo 2005 e di quelli che se ne sono innamorati pian piano, nel tempo; sono tornati con una nuova energia dopo che il loro stesso organo pulsante ha vacillato qualche mese fa. La tragedia sfiorata che ha coinvolto il chitarrista della band Lele Spedicato è stata indubbiamente il momento più delicato del gruppo pugliese, molto più di quella crisi di 15 anni fa in cui lo scioglimento sembrava prossimo.

Ci ha pensato la musica, come sempre, a curare ogni ferita, a ricucire gli strappi, a soffiare sulle ginocchia sbucciate e a dare il là ad un nuovo capitolo. Questo “Amore che Torni Indoor 2019” pare davvero un punto a capo, una parentesi aperta, una finestra su un angolo di mondo fino ad oggi inesplorato o non pienamente compreso.

Ore 21.15 le luci si spengono, le urla raggiungono decibel incredibili per poi esplodere in “Fino all’Imbrunire” ed in quel rock che, detto in gergo giovanile, spacca. Di brutto anche. Il susseguirsi vede lo snocciolarsi dei più comuni successi racchiusi nelle otto creature concepite da Giuliano & Co, otto album che hanno saputo variare nei modi e nei contenuti ma non nella scarica di emozioni, filo conduttore di un viaggio ancora lunghissimo. I successi del passato hanno messo alla prova le memorie dei più grandicelli (prova ampiamente superata), i brani del 2018 dato sfogo alla gioventù che sempre più copiosa segue la band.

L’apoteosi però è stata raggiunta con la melodia ancora semi sconosciuta di “Cosa c’è dall’altra parte” canzone scritta proprio per Mister Lele.E adesso muovi questa cazzo di mano e rimetti a posto il nostro destino…e non lasciare che quello che hai visto ti illuda che questo è un mondo imperfetto, mandami a fare un giro col tuo sorriso, mandiamo affanculo il Paradiso che poi se esiste o non esiste non importa, lo scopriremo un’altra volta…” e come per magia, come nelle favole a lieto fine, ecco le mani giunte di Spedicato, pronto a ringraziare e ad inchinarsi dinanzi ad una folla che non poteva far altro se non osannare il suo nome, scorticarsi le mani e raccogliere qualche lacrima. L’abbraccio con Giuliano, un giro di chitarra, l’arrivo di tutti gli altri componenti tra cui Spedicato Junior, ovvero Giacomo, colui che sostituirà il fratello più grande per tutto il tour, le dita che si intrecciano e che si alzano al cielo come a dire “Sì, ce l’abbiamo fatto, siamo ancora qui, più vivi che mai”.

E come se tutto ciò non bastasse ecco dell’altra sana musica, ecco l’amato piano e quei tasti bianchi e neri su cui il rocker leccese riesce a dare del suo meglio, ecco che la fine si avvicina aprendo il baule degli albori con quel verde coniglio dalle mille facce buffe e con un sold out che ha ancora la forza di saltare tra “Nuvole e Lenzuola”. Sold out che saprà ripetersi ancora una volta in giro per l’Italia, perché dopo i sei stadi dell’estate 2018 tutti esauriti (record assoluto per una band nostrana) c’è l’Italia dei palazzetti pronta ad accogliere questo nuovo inizio, questa magia che non ha intenzione di svanire nel nulla, la bacchetta magica, stavolta, ha funzionato e ha fatto il miracolo.

Ben tornato Lele, buona nuova vita Negramaro.

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