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Arbitro donna: Maria Sole Ferrieri Caputi, l’inizio di una nuova era

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Se vi dicessero che la prossima partita di vostro figlio verrà diretta da un arbitro donna, probabilmente vi mettereste le mani nei capelli, sbraitereste, imprechereste chissà quale divinità o, nella migliore delle ipotesi, storcereste il naso.

Io li sento ancora nelle orecchie l’eco dei commenti raccolti sulle tribune di periferia: “La domenica mattina dovresti stare a casa a stirare”, “Signorina lei è buona solo per una cosa”, “Ma a fine partita me lo lasci il numero?”, “Una donna a commentare il big match di oggi, dove siamo arrivati”, “Quanto scommettiamo che stasera questa viene a cena con me?”. Così, tali e quali, virgole comprese, indirizzati alla giornalista, alla dirigente, al direttore di gara di turno.

Ci sono voluti più di 120 anni di serie A per far sì che un giorno, in un Sassuolo – Salernitana qualsiasi, sbucasse lei, Maria Sole Ferrieri Caputi, un arbitro donna. E fa notizia, già, fa notizia. Ed oggi è un bene così, è giusto che se ne parli, sono sensate le copertine, i commenti, i giudizi (senza pre davanti per una volta), sensato il clamore, lo sbigottimento e anche l’incredulità. Va bene tutto. E va bene perchè questo è a tutti gli effetti l’inizio di una nuova era, l’era in cui la meritocrazia inizia a sgomitare tra la folla a tal punto da rubare la sedia a chi vive in poltrona da una vita, cuscino morbido rosso sotto il sedere e vista dall’alto con servizio bar incluso.

Di fronte a questi perbenisti che non passano mai di moda, le trovate tutte in riga là le donne che non si sono mai arrese: elmetto in testa, scudo, lancia, ed un’armatura che abbraccia un corpo ricco di ferite e ammaccature, ma che a fatica contiene un “cuore grande così”. Passa tutto da lì: le emozioni, la competenza, la leggerezza, la cassaforte a doppia combinazione di sogni mai compresi ma non per questo abbandonati. Il cuore di una donna si affida al proprio battito per scandire i sacrifici di una vita, il cuore di una donna che ce la sta facendo non conosce affanno che non possa domare, amore al quale resistere. E quell’amore se lo costruisce da sola, nel tempo, con pazienza e determinazione, collegandolo indissolubilmente alla rima baciata del proprio talento e della propria passione.

Ed è così che voi, non tutti, ma ancora troppi, quando pensate di aver vinto la partita, venite infilati nel recupero senza nemmeno riuscire a capire da dove sia passato il pallone, probabilmente eravate già impegnati a festeggiare sotto la curva.
Può sembrare incredibile, lo so, ma non bastano centoventi anni per fermare una donna che sa cosa vuole e che merita di stare dove ha scelto di andare.

In bocca al lupo per il prosieguo della tua carriera Maria Sole Ferrieri Caputi, mi auguro che la tua forza di volontà e la tua tenacia siano d’esempio per tutte quelle persone che pensano di non farcela, uomini o donne che siano non fa alcuna differenza.

Foto Fonte FB

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