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Toc toc, chi è? Un nuovo inizio: welcome 2023

welcome 2023

Welcome 2023, benvenuto. Oggi è il 2 gennaio ed un giorno lo abbiamo già messo alle spalle.

Ci ho pensato tanto nelle scorse ore se scrivere il mio consueto un bilancio di fine anno ma la realtà dei fatti è che il mio 2022 è stato così tanto difficile, pesante, sconfinatamente triste, che trovare anche le forze per raccontarlo mi sembrava troppo. Ce l’ho dentro, sì, quello sempre, mi lascia delle consapevolezze enormi su quanto facciano male le sedie vuote e la consapevolezza, che non sempre fa rima baciata con la felicità, è pur sempre una constatazione dei fatti; che poi non sono mancati nemmeno i momenti felici, uno su tutti “I The Jackal” e Juve – inter allo stadio Olimpico, ma per il resto non posso fingere che sia andato come speravo quando non è così.

Al di là dei sacrifici, al di là di qualche no di troppo, al di là delle fregature e dei sentimenti fatti in minuscoli pezzi, per l’ennesima volta, la cosa che più mi fa male se mi guardo indietro è non aver affrontato tutto questo come solo io so fare, o averlo fatto solo in parte. Non è da me.

Ho lasciato troppe volte che la paura, la malinconia, la tristezza prendessero il sopravvento. Sono rimasta immobile troppo a lungo, proprio io che da ferma non sono mai stata a mio agio. Ho sbagliato. Rivivere nella mia mente il tempo sprecato e le tappe di un percorso spinto più dal vento che dalla convinzione era chiedere troppo ad un animo che ha bisogno “solo” di tornare a volare, a respirare, a splendere. E che ha bisogno di riprendere in mano la bussola e seguire le orme dei suoi sogni sparsi un po qua e un po’ là.

E così, più che star qui a raccontare la fine, mi sono detta: voltiamo pagina, scriviamo di un nuovo inizio.

Proprio qualche giorno fa mi è stato chiesto: “Cosa ti auguri per il 2023?” Innanzitutto mi sono resa conta che 2+0+2+3 fa 7, ed ho sorriso, sono buffa lo so. E poi, mentre cercavo il contatto whatsapp del genio della lampada, mi sono data un’unica risposta e mi sono resa conto, ancora una volta, che posso bastare a me stessa: “Mi auguro di tornare ad essere determinata come lo sono sempre stata nella vita. Cocciuta, spaventosamente testarda, e determinata” ho risposto come se in realtà la chiave per il nascondiglio segreto l’avessi sempre avuta appesa al collo.

Non stilerò alcuna lista dei buoni propositi, mi bastano mente e cuore per abbracciare i miei obiettivi ed i miei sogni, l’unica vera medicina sarà non sprecare nemmeno un minuto ed essere qui, fra 365 giorni o poco meno, a tirarmi una pacca sulla spalla sussurrandomi un “Sei stata brava Mary Seven”. Solo a quel punto avrò anche la certezza di aver perso quel brutto vizio di essere brava solo nel mantenere le promesse che faccio agli agli e mai quelle che faccio a me stessa.

E così, caro anno nuovo, questa volta non ti chiedo proprio nulla, anzi, sono io a farti un giuramento: ci rivediamo fra dodici mesi, e mi presenterò all’appello vestita di ciò che sono, qualche passo più avanti, ma come una donna migliore. Promesso? Promesso.

Welcome 2023.

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