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Emozioni e magia: it’s time to Festival dello Sport (part 1)

festival dello sport

Succede che Trento si riempie di voci e si colora di rosa, succede che prendi un treno, scendi di fronte a Piazza Dante e capisci in un attimo che nemmeno quest’anno potevi perdertelo, succede che quando sui social appare la scritta “Festival dello Sport” e le date, nonostante magari sia gennaio, hai già segnato sull’agenda una frase tipo “Non ci sono per nessuno”. Ecco questo è quello che succede prima perchè poi, quando lo vivi, succede tutt’altro.

Cosa? Bella domanda. Spiegarlo non è semplice, sposo a pieno il pensiero “È un po’ come stare nel villaggio olimpico ed esplorarne ogni angolo”, perchè in fondo è proprio così. Correre tra un teatro e l’altro, fare un giro in piazza Duomo, gustare un bretzel in un locale tipico, e poi c’è l’incontro al Palazzo della Regione e “Guarda che belli i ragazzini che provano la pista di atletica”, e sono giornate così piene che non lo sai, per te restano leggere anche quando a mezzanotte sei in una camera d’albergo e provi a scrivere mentre un occhio si chiude e l’altro è già sul programma di domani.

Il Festival dello Sport, day 1

Il Day one del Festival dello Sport 2022 è già una partenza col botto. In piazza Duomo si alternano Teo Teocoli e Jury Chechi nella presentazione dei loro libri, c’è fermento e si scaldano i motori in attesa dell’inaugurazione, mi correggo, della Grande Inaugurazione. Perchè al Teatro Sociale arrivano Cairo, il direttore di Gazzetta dello Sport Stefano Barigelli, Giovanni Malagò, Marcel Jacobs, Ilaria D’Amico, Gli Autogol, Federica Masolini, Pierluigi Pardo, Luca Pancalli e probabilmente altri 150 ma gli occhi sono per l’ospite d’onore, Gianluigi Buffon.

Inutile che stia a snocciolarvi quasi un’ora d’intervista, se questo blog si chiama Mary Seven c’è un motivo, e allora facciamo che di ogni incontro vi evidenzio le sette affermazioni che mi sono piaciute di più.

Gigi Buffon, il numero uno dei numeri uno

“Federer una di quelle icone che quando smette ti fermi un po’ anche tu”

“Io continuo a giocare perché la domenica non voglio andare al centro commerciale con la D’Amico”

Il tifoso si aggrappa ancora a me ed è orgoglioso di me

Non ho bisogno di vincere otto Champions o anche solo una per sapere quanto valgo

Ci sono cose che sono sotto gli occhi di tutti, ma ci sono cose che un profano non vede, tipo un richiamo al momento giusto, una parola, un gesto piccolo che poi in realtà ti svolta una stagione

La normalità è la vera trasgressione di una persona

“Chiellini è il più grande miracolo sportivo che io abbia visto”

Marcel Jacobs, al Festival dello Sport è tornato il Re

“Dopo le Olimpiadi volevo dimostrare che ho passato tutta la vita a lottare per questo

Arrivare in finale significa che siamo tutti sullo stesso piano, lì però non devi aver fretta di fare le cose, che sembra un paradosso nei 100 metri, devi rispettare i tempi”

“Ho capito che nella mia vita non ci sono state sconfitte, ci sono state delle delusioni ma io non ho mai mollato”

“Da piccolo puntavo a vincere il più possibile per essere fonte d’ispirazione, io sono il classico esempio che ne ha passate di tutti i colori, ma nonostante tutto ha creduto in un sogno e ce l’ha fatta, scriverlo è stato un viaggio per me che ho provato a raccontare agli altri”

“Le difficoltà ci saranno sempre ma saranno occasioni”

“Mi ritrovo davanti la copertina “L’uomo dei Sogni”, e adesso che faccio?”

“Al 20 luglio con 40 gradi erano tutti al lago di Garda io in pista da solo ad allenarmi, me lo sono costruito, non ho super poteri”

Italvolley, i campioni del mondo siamo noi

(Sforo il numero di citazioni, erano troppi)

“Ma io direi soprattutto speciale, questi ragazzi hanno fatto qualcosa di speciale, qualcosa di straordinario in così poco tempo” (Fefè De Giorgi)

De Giorgi è un cabarettista prestato al mondo del volley” (Andrea Zorzi)

Con la Francia ho fatto i punti decisivi perché non ho pensato” (Daniele Lavia)

“Lavia non meritava solo il premio individuale ma quello di Mvp del mondiale” (Fefè De Giorgi)

“Due o tre cose danno fastidio a Fefè la prima è dire “Ci sto provando”, per lui bisogna fare, e poi si arrabbia se siamo superficiali, e se bestemmiamo” (Simone Anzani)

Per me la parola giusta per questo mondiale è stata goduria ma non perché abbiamo vinto davanti a 13 mila polacchi, anche se la voce gliela abbiamo fatto abbassare, ma perché ci siamo goduti ogni momento” (Simone Anzani)

Sacrifico tanti minuti è vero, ma ogni cosa buona che fa lui (Giannelli) sono felice come se la facessi io” (Riccardo Sbertoli)

Anche nei momenti di difficoltà sapevamo dove stavamo andando” (Alessandro Michieletto) 

“Sono ragazzi giovani che hanno fatto un’impresa, questo è un messaggio comunicativo importante non solo per la pallavolo, non solo per lo sport, ma per la vita” (Fefè De Giorgi)

In stanza urlano come i matti, giocano a Mario Kart, ecco quali sono le fondamenta di questa nazionale? Mario Kart, l’allenamento è solo di passaggio” (Fefè De Giorgi)

“Festeggiare con sobrietà, deprimersi con coraggio, questo è il ruolo dell’allenatore” (Fefè De Giorgi)

Grace la mia gatta ha guardato tutte le partite, non so cos’abbia capito, ed era con me quando ho fatto le convocazioni, ho messo una foto mia 7000 mila like, ho messo una foto di Grace con la medaglia 55 mila like, allora metto sempre lei” (Fefè De Giorgi)

Foto Il Festival dello Sport

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