Festival dello Sport 2025 – Da Battocletti a Tomba “la bomba”: adrenalina pura in crescendo
Nel mio secondo giorno al Festival dello Sport, nell’attesa fra un evento e l’altro, mi chiedevo quanto fosse bello trascorrere quei momenti con colleghi e gente mai vista prima, che d’un tratto diventano amici con cui condividere ricordi. È tutto un “Ma tu dov’eri mentre segnava quel gol, alzava la coppa al cielo, metteva a terra il punto decisivo?” E via con gli sforzi mnemonici ed.i ricordi strappalacrime di un passato magari giovane, persino in erba, che però resta. Se quel momento esatto ti è entrato dentro significa che è riuscito a nascondersi in un cassetto dalla combinazione segreta e che da lì non ha più intenzione di uscire, cullato forse da un’anima che sa ben distinguere il superfluo dal radicamento profondo e vitale, a cui aggrapparsi più o meno sempre.
Ecco quindi i miei incontri del Day 2 e parte di ciò che mi hanno trasmesso.
Festival dello Sport, Nadia Battocletti

“Trento per me è casa” (Nadia Battocletti)
“Ad un certo punto mi sono detta, perché no, proviamo e vediamo cosa capita all’ultimo giro, vediamo se sono io quella davanti” (Nadia Battocletti)
“Ho fatto qualcosa che anni prima sembrava impossibile” (Nadia Battocletti)
“Sto crescendo tanto, sto riducendo il gap con le più forti, mi piace l’idea di migliorarmi prima come atleta e poi come persona” (Nadia Battocletti)
“Cosa mi ha portato fino a qui? Penso anche il sacrificare tutto quello che ho per raggiungere i miei obiettivi” (Nadia Battocletti)
“Di giornate storte ne abbiamo tutti, ma quando ti si avvicina un bambino, un’anziana e ti dice “Ti ho seguito in tv”, cambia tutto…sono entrata nelle loro case, quando parlo davanti alle telecamere parlo soprattutto a loro, a coloro che stanno a casa e cercano in me la forza per affrontare la loro giornata. Forse non lo sanno ma in realtà è qualcosa che ricarica anche me” (Nadia Battocletti)
“La cosa più che ha fatto il mio fans club? Si sono buttati nelle fontana di Cavareno dopo Olimpiadi, faceva pure freddino” (Nadia Battocletti)
“Ho mostrato tutto il mio supporto ad Antonella Palmisano, lei è la mia capitana da 5 anni, è una grande professionista e soprattutto una donna di grande ispirazione” (Nadia Battocletti)
Festival dello Sport, Fabio Capello

“Bisogna capire se certi giocatori sono in gradi di indossare certe maglie. Ma il segreto sta nell’avere un ds di cui ti fidi” (Fabio Capello)
“Quindi qual è il problema del calcio giovanile? I genitori che pensano di avere dei fenomeni in casa” (Fabio Capello)
“Al Real madrid ho mandato il via giocatore più forte che abbia mai allenato, Ronaldo, l’ho fatto per il bene della squadra e abbiamo vinto. Ma lui resta il più forte di tutti” (Fabio Capello)
“Il modo migliore per uscire dalle situazioni complicate è sempre dire la verità: ho sbagliato, non abbiamo fatto questo ecc…lasci un’immagine diversa anche al tifoso (Fabio Capello)
“La panchina piena è un passo avanti molto importante, mandare la gente in tribuna per me era un colpo al cuore” (Fabio Capello)
Festival dello Sport, David Trezeguet

“E tu dov’eri in quel Milan – Juve che decise lo scudetto con una rovesciata di Del Piero ed un colpo di testa di Trezeguet?” – mi ha chiesto un signore seduto accanto. “Io andavo all’università e lavoravo. Quel giorno ero impegnata in una fiera. Dissi ai miei capi che avevo dei parenti a casa che non vedevo da tempo e presi 90 minuti di permesso”.
“A Buenos Aires ho fatto i miei primi passi calcistici in strada” (David Trezeguet)
“Il gol è stata la mia vita, la mia passione” (David Trezeguet)
“Mondiale ed Europeo in 2 anni, la mia carriera è stata al contrario, ho avuto la possibilità di vincere subito a 20/21 anni”(David Trezeguet)
“Il primo Trezeguet alla Juve ha avuto settimane non semplici, arrivavo come quello che aveva segnato in finale all’Europeo contro l’Italia” (David Trezeguet)
“Io e Del Piero abbiamo costruito un percorso unico durato 10 anni, abbiamo scavalcato coppie di attaccanti storiche”(David Trezeguet)
“Sono il giocatore straniero che ha fatto più gol e che è rimasto di più alla Juve, giro il mondo e il popolo juventino ancora mi apprezza” (David Trezeguet)
“Prima di quel famoso Milan – Juve incontrai Galliani e mi disse che era contento che Ibra fosse squalificato quella giornata, poi però ho segnato io” (David Trezeguet)
“Ci siamo lasciato a Bari dove volevamo vincere la Champions, e poi ci siamo ritrovati in serie B, a -16, ogni trasferta era una festa, abbiamo rimesso le cose a posto” (David Trezeguet)
“Non sentivo il bisogno di lasciare la Juve, tante volte sarei potuto andare ma stavo benissimo lì, ero nella società più forte del mondo” (David Trezeguet)
“Potevo fare 4 mondiali di fila ma ho lasciato il posto a chi era più congeniale a Domenech, io e lui non abbiamo mai avuto feeling, oggi la vedo da un altro punto di vista, egoisticamente parlando avrei potuto giocare 4 Coppe del Mondo consecutive” (David Trezeguet)
“Camoranesi è un giocatore che sapeva fare tutto, non era amante dei giornalisti e si vedeva ma come giocatore e come personaggio era uno dei miei preferiti” (David Trezeguet)
“Quando vai via dalla Juve poi un po’ piangi, la serietà della Juve era unica” (David Trezeguet)
“Per me il calcio era sempre una festa” (David Trezeguet)
“La gente paga il biglietto per vedere i grandi giocatori, tecnica, divertimento, magia…ecco la gente pagava il biglietto per vedere Zidane” (David Trezeguet)
“Buenos Aires o Parigi? Buenos Aires è la mia vita, ma la bellezza non si discute mai” (David Trezeguet)
Festival dello Sport, Maurizia Cacciatori

“Vi auguro di seguire i vostri sogni rimanendo ancorate alla vostra personalità” (Raffaella Lavazza)
“Io ero un po’ giamburrasca ma autentica, alla cerimonia di premiazione del Mondiale di Osaka dove arrivammo quinte, davo i pizzicotti al buio ad Anna Vania Mello e ad un certo punto mi ritrovai l’occhio di bue in faccia, pensavo mi avessero beccato perché facevano casino, ed invece mi stavano chiamando per il premio di miglior alzatrice” (Maurizia Cacciatori)
“Non avrei mai vinto questo premio se non avessi avuto una Piccinini, una Togut, ecc…mi permettevano di avere una percentuale perfetta” (Maurizia Cacciatori)
“Era importante dare un segnale a loro, distribuivo scarpe e dolci alle mie compagne grazie allo sponsor tecnico, era il mio modo di dirgli grazie” (Maurizia Cacciatori)
“Siate i migliori artefici dei vostri giorni, pensate in grande” (Maurizia Cacciatori)
“Quando si cade non fatevi la domanda del “Ma perché è successo a me”, abbiate coraggio così se arriva la paura arriva e bussa non trova nessuno” (Maurizia Cacciatori)
“Voi siete semplicemente le decisioni che prenderete” (Maurizia Cacciatori)
Festival dello Sport, Patrick Vieira

Chiamarlo campione è poco, chiamalo leggenda non è troppo, lui ha vinto ovunque…
“Vorresti giocare un derby a Genova? Per il calcio e per la città di Genova, un derby è sempre bello da giocare” (Patrick Vieira)
“I giocatori devono sbagliare per crescere e per sbagliare devono giocare” (Patrick Vieira)
“L’esperienza significa sbagliare per imparare” (Patrick Vieira)
“Nel 2006 noi eravamo più forti ma quando siamo andati ai rigori loro sapevano che avrebbero vinto, erano più preparati mentalmente” (Patrick Vieira)
“Zidane ha dato tanto per la nazionale, è difficile essere arrabbiati per quell’episodio” (Patrick Vieira)
“Credo che Materazzi…va beh è Materazzi dai” (Patrick Vieira)
“Hai allenato Andrea Pirlo…non si allena Andrea Pirlo” (Patrick Vieira)
“Abbiamo vinto il mondiale perché il 70/80% dei giocatori giocava in Italia” (Patrick Vieira)
“Abbiamo vinto il mondiale perché la generazione di Platini aveva introdotto una mentalità vincente” (Patrick Vieira)
“In Francia la diversità fa parte della sua cultura” (Patrick Vieira)
“Capello come lo hai ritrovato? Uguale, sempre arrabbiato” (Patrick Vieira)
Festival dello Sport, Alberto Tomba

Un’ora e trentaquattro minuti di Alberto Tomba show, in cui non si è capito niente ma è stato bello così.
“Ma tu dove ti allenavi? Sui Navigli” (Alberto Tomba)
“Hanno bloccato Sanremo per la tua gara…mia mamma mi ha detto che c’era la fila da Bologna fino a casa mia” (Alberto Tomba)
“Pettorale 11 non l’ho pescato io allora cosa ho fatto, 1+1 uguale 2 ori” (Alberto Tomba)
“La gara più bella all’Alberts perchè non è vincere è rivincere” (Alberto Tomba)
“Noi dello sci siamo di poche parole, facciamo i fatti” (Alberto Tomba)
“Con la barba? È strana questa cosa, perdi aerodinamicità, fa perdere centesimi” (Alberto Tomba)
“Abbiamo qui le Dolomiti il posto più bello del Mondo” (Alberto Tomba)
“Le piste per le Olimpiadi sono pronte, le strade no, arriviamo in ritardo” (Alberto Tomba)
“Mondiali o Olimpiadi? Olimpiadi, sono una volta ogni 4 anni, mi sono detto “Non facciamo cagate” (Alberto Tomba)
“A Yuri Chechi: io sono ancora incazzato con il greco che gli ha ciulato la medaglia” (Alberto Tomba)
“Ma si può andare alla Mauritius per 2 giorni, lo sponsor non ci ha fatto stare una settimana…abbiamo fatto più tempo in cielo che in terra” (Alberto Tomba)
Foto Alessandro Gennari
Foto Archivio Ufficio Stampa Provincia Autonoma di Trento










Lascia un Commento
Vuoi partecipare alla discussione?Sentitevi liberi di contribuire!