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…sette giorni dopo e gli occhi “ancora pieni di te” Andrea Pirlo FOTO

Una canzone d’improvviso alla radio che non lascia scampo e riporta alla visione di ciò che è successo solo sette giorni fa…le foto, le parole, le emozioni fanno tutto il resto, fanno ancora tantissimo. Un omaggio incredibile per colui che la domenica e non solo ha saputo omaggiare me e milioni di appassionati di una classe che difficilmente avrà eguali: signore e signori, Andrea Pirlo.

 

Caro maestro,

ti scrivo perchè nelle mie orecchie risuona una canzone che immediatamente mi ha riportato a te, ai tuoi insegnamenti, a tutte le volte che ci hai sgridato con lo sguardo, senza alzare troppo la voce, non è mai stato nella tua indole, a tutte le volte che ti è bastato un attimo per illuminare un prato, un piccolo angolo di mondo, e a tutti i sorrisi che spesso ti sono stati chiesti ma che hai dispensato con parsimonia, come un bene prezioso, a quelle lacrime che talvolta sono coincise con le mie, così come quell’urlo sconfinato che ha lasciato tracce indelebili di pelle d’oca, un urlo accompagnato da pugni chiusi rivolti verso il cielo, anticipato da un abbraccio che sapeva spiegare esattamente i dettagli del tuo stato d’animo ed i fardelli di ogni tuo e nostro pensiero, nonché l’indissolubile legame che in quel momento come un filo invisibile ma ingarbugliato ed impossibile da districare, riusciva a tenere unite più di 60 milioni di persone…uno specchio perfetto, insomma, di un popolo che è sempre stato ai tuoi piedi…
Sembrerà incredibile ma la sinfonia di questa canzone mi ricorda tanto quella che suonavi anche tu, fra un lancio lungo ed un passaggio ad occhi chiusi, fra uno stop di un’eleganza imbarazzante ed una punizione fatta solo di perfezione. E poi come dirigevi l’orchestra, (“Sbocciano i fiori sbocciano e danno tutto quel che danno in libertà“) con la personalità dei più grandi musicisti, la consapevolezza e la sicurezza di chi sapeva associarti tanto alla frase “andrà tutto bene”. Caro maestro, hai elargito lezioni di vita con una semplicità disarmante e con la sapienza di chi ha sempre utilizzato la propria intelligenza in favore dell’umanità, mai fine solo a se stessa e al proprio ego, alla propria prestazione personale. Hai saputo porgere l’altra guancia come la Bibbia chiede a più riprese, sei inciampato ma la leggiadria di ciò che sei stato, un fenomeno, era l’arma per ripulire le ginocchia sbucciate ancor prima che qualcuno se ne accorgesse, hai cercato e trovato rivincite quando troppo presto sei stato confinato ai margini della tua stessa classe, paragonato, forse, più ad un insegnante a fine corso piuttosto che all’ennesima e meritata promozione.
Ma d’un tratto, l’altra sera, mi sono sentitaSola senza di te, mi hai lasciata da sola davanti a scuola“, io che ho ancora tanta voglia di sedermi fra quei banchi e d’imparare da maestri come te..”Mi vien da piangere, arriva subito,...” ho pensato guardandomi attorno, cercandoti in ogni centimetro della Scala del Calcio, con nel corpo le vibrazioni di un boato che ancora adesso mi crea vertigini…”Passano alcune musiche ma quando passano la terra tremerà, sembrano esplosioni inutili, ma in certi cuori qualche cosa resterà“. Poi sei riapparso, come quandoResta sul tavolo un avanzo di magiaportando con te un allievo che potrebbe avere i tuoi stessi occhi, ed il tuo stesso amore per quella sfera…chissà…

Eccomi son tutto in fremito…“, mentre le luci si abbassano e la musica scivola via, mentre il giro di campo, percorso con quella inconfondibile timidezza, ha lasciato spazio a delleTasche piene di sassi, e ad una faccia piena di schiaffi” che però, non ha accennato minimamente a scuotersi, a credere, a percepire…”Mormora la gente mormora, falla tacere praticando l’allegria“…il mormorio che ha accompagnato la tua uscita di scena, caro maestro, so che se lo porteranno dentro tutti quelli che ti hanno amato davvero, che hanno appreso e che “si sono sentiti “Soli davanti ad un cielo“, “Con il cuore pieno di battitie quegli occhi che saranno sempre sempre sempre un po’ pieni di te.

Grazie di tutto Andrea Pirlo 21.

Foto di David Franciamore 

 

 

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